Angela Sacco, cinque personaggi e un’estate vissuta sul palcoscenico
Dalla compagnia Concordia di Agrigento a Maria, la governante di Don Tano: «Il teatro mi ha regalato emozioni, personaggi e persone che porterò sempre nel cuore»
Cinque personaggi, cinque storie, cinque vite da indossare sul palcoscenico. Per Angela Sacco quella appena trascorsa è stata un’estate teatrale particolarmente intensa, una delle più belle della sua esperienza artistica. Un percorso fatto di spettacoli, emozioni e incontri, vissuto insieme alla compagnia Concordia di Agrigento, presieduta da Angelo Cinque, autore e regista con il quale Angela ha condiviso una stagione ricca di esperienze.
Il rapporto con la compagnia era iniziato già lo scorso anno con All’uscita di Luigi Pirandello e si è consolidato quest’anno con La Giara, sempre nel segno di un teatro capace di raccontare l’animo umano attraverso personaggi e situazioni profondamente legati alla nostra terra.
Ma il 2026 teatrale di Angela Sacco è stato soprattutto un viaggio attraverso personaggi molto diversi tra loro, ciascuno capace di lasciarle qualcosa.
Tra le esperienze più intense c’è sicuramente quella legata a Fuci di funno, il libro scritto da Angelo Cinque che racconta una pagina dolorosa della storia delle comunità minerarie, fatta di povertà, miseria e sacrifici, con uomini costretti a lavorare nelle miniere per poter garantire la sopravvivenza delle proprie famiglie.
In occasione della presentazione del libro, Angela e Riccardo hanno portato in scena un brano particolarmente toccante: quello di una madre che attende il ritorno a casa del proprio figlio, impegnato a lavorare in miniera.
Un’interpretazione che per Angela ha avuto un significato ancora più profondo.
«È stato molto emozionante interpretare quella madre, soprattutto perché Riccardo, che era accanto a me sulla scena, è davvero mio figlio. Avevo già vissuto con lui un’emozione simile in Ciaula scopre la luna. Sono momenti teatrali molto forti, perché quando interpreti una madre che aspetta il proprio figlio senti dentro di te qualcosa di autentico».
Il teatro, dunque, per Angela non è soltanto recitazione. È anche capacità di mettere in gioco emozioni vere, trasformandole in qualcosa da condividere con il pubblico.
Un’altra esperienza significativa è stata Io Francesco, scritto e diretto da Angelo Cinque, nel quale Angela ha interpretato la madre di San Francesco, mentre il piccolo Francesco era interpretato ancora una volta da Riccardo.
Un ruolo diverso, ma ugualmente intenso, che ha permesso all’attrice di confrontarsi con una figura materna capace di raccontare affetti, speranze e sentimenti.
E poi c’è Maria, la governante di Don Tano, il personaggio che Angela sente particolarmente vicino e che, come racconta lei stessa, «porterò sempre nel cuore».
Anche questa commedia è stata scritta da Angelo Cinque e ha rappresentato per Angela una nuova occasione per misurarsi con un personaggio capace di lasciare un segno.
«Maria mi ha insegnato tanto – racconta – e credo che alcuni personaggi, una volta interpretati, continuino a vivere dentro di noi. Questo è uno degli aspetti più belli del teatro».
In questa esperienza c’è anche un elemento che va oltre il palcoscenico: il rapporto umano con le persone incontrate lungo il cammino.
Per Angela, infatti, il teatro è diventato negli anni una sorta di viaggio condiviso, fatto di prove, spettacoli, momenti di tensione, risate, difficoltà e soddisfazioni. Un percorso nel quale le persone diventano spesso importanti quanto gli stessi personaggi interpretati.
«Le amicizie e le compagne di viaggio che ho avuto in questi anni sono davvero tante – racconta Angela – e non potrei nominarle tutte. Ognuna ha lasciato qualcosa».
Tra i tanti nomi ci sono Patrizia, Marialuisa, Lia, Donatella e Gero, compagni di un percorso artistico e umano che Angela conserva con affetto.
Ma ci sono due persone alle quali sente di dover dedicare un pensiero particolare: Giusi Urso e Paola Galvano.
«Sono diventate due amiche che sono entrate nel mio cuore. Credo sia giusto nominarle, perché il teatro è anche questo: condividere emozioni e valori».
Ed è forse proprio questa la chiave per comprendere il rapporto di Angela Sacco con il palcoscenico. La recitazione non è soltanto imparare una parte o interpretare un personaggio. È incontrare persone, costruire relazioni, condividere emozioni e, qualche volta, scoprire che dietro una compagna di scena può nascere un’amicizia destinata a durare ben oltre lo spettacolo.
E il sipario non si chiude
Archiviata una stagione estiva particolarmente intensa, per Angela Sacco non c’è però tempo per fermarsi. L’autunno è già pronto a portare con sé nuove avventure, nuovi personaggi e nuove esperienze.
«Sono molto felice perché la stagione autunnale inizia con nuove avventure, nuovi personaggi e nuove esperienze che mi attendono».
Perché, in fondo, per chi ama davvero il teatro il sipario non scende mai definitivamente. Ogni spettacolo rappresenta la fine di una storia, ma anche l’inizio di un nuovo viaggio.
E Angela Sacco quel viaggio sembra avere ancora tanta voglia di continuarlo: con la curiosità di chi vuole scoprire nuovi personaggi, con l’emozione di chi ogni volta sale sul palco mettendoci qualcosa di sé e con la gratitudine di chi ha capito che il teatro, prima ancora di essere uno spettacolo, è un incontro tra persone, emozioni e storie.







