Gaetano Allotta, 96 anni con Agrigento nel cuore. Il Premio Allotta, un’eredità che appartiene alla città
Avvocato, studioso, saggista e uomo delle istituzioni, ha attraversato quasi un secolo di storia mantenendo un legame profondo con Agrigento. Dai libri dedicati alla cultura siciliana alla casa-museo, fino alla Targa “Appuntato Allotta”, un percorso nel quale la passione personale si è trasformata in un contributo alla vita civile e culturale del territorio.
Agrigento, 5/11/2026 – Ci sono uomini che attraversano il tempo e altri che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono a raccontare la storia della terra in cui vivono. Gaetano Allotta, con i suoi 96 anni, appartiene a questa seconda categoria. La sua vicenda personale e professionale si intreccia con quella di Agrigento, città di cui ha seguito le trasformazioni, approfondito le radici storiche e valorizzato il patrimonio culturale.
Quasi un secolo trascorso osservando il cambiamento di una comunità che ha attraversato stagioni diverse, senza perdere il legame con la propria identità. Allotta ha conosciuto un’Italia lontana da quella contemporanea, assistendo all’evoluzione delle istituzioni, delle professioni e della società. Ma è soprattutto nel rapporto con Agrigento e il suo territorio che la sua esperienza assume un significato particolare.
Avvocato, Intendente di Finanza emerito, giornalista pubblicista e saggista, insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha affiancato all’attività professionale un costante interesse per la ricerca storica e culturale.
Un percorso che ha contribuito a tenere viva l’attenzione sulle vicende, sui personaggi e sulle tradizioni della Sicilia, con uno sguardo privilegiato verso Agrigento e la sua storia millenaria.
La passione di Gaetano Allotta per la cultura trova espressione nei numerosi scritti dedicati alla storia, alla letteratura e alle vicende civili. Tra le sue pubblicazioni figurano Girgenti e la Sicilia ai tempi del sommo poeta, Temi diversi di storia letteraria e civile, Filatelia agrigentina, La Sicilia e il Mediterraneo e Targa “Appuntato Allotta” II.
Già nei titoli emerge un interesse che va oltre la ricerca individuale: comprendere il territorio, ricostruirne i legami con la storia più ampia della Sicilia e restituire valore a un patrimonio fatto di luoghi, documenti, tradizioni e protagonisti.
Agrigento, con la sua storia antica, il patrimonio archeologico della Valle dei Templi e la ricchezza delle sue vicende letterarie e civili, rappresenta il contesto naturale di questo impegno. Raccontare una città significa infatti andare oltre i suoi monumenti: vuol dire conoscerne le persone, le istituzioni, le trasformazioni e le esperienze che ne hanno costruito l’identità.
Attraverso i suoi studi, Allotta ha contribuito a questo lavoro di approfondimento, offrendo strumenti per comprendere meglio il territorio e trasmetterne la ricchezza culturale alle generazioni successive.
Un luogo significativo per conoscere la personalità di Allotta è la sua casa-museo, dove libri, documenti, cimeli e testimonianze raccolti nel corso degli anni restituiscono il profilo di una vita vissuta tra professione, cultura e partecipazione alla società.
La raccolta assume un valore che supera la dimensione privata: attraverso gli oggetti e le carte conservate è possibile cogliere aspetti della storia professionale e civile del territorio, oltre alle relazioni intessute da Allotta con personalità del mondo istituzionale e culturale.
Tra i documenti figurano lettere a lui indirizzate e firmate dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e dal generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Testimonianze che raccontano la rete di rapporti costruita nel tempo e l’attenzione suscitata dal suo impegno professionale, sociale e culturale.
Particolarmente significativo è il legame con Rosario Livatino, conosciuto durante il periodo in cui il futuro magistrato lavorava nell’Amministrazione finanziaria ad Agrigento. Una relazione che riconduce direttamente alla storia professionale della città e a una figura che sarebbe diventata un riferimento nazionale per il rigore morale e il servizio alla giustizia.
La casa-museo si presenta così come un patrimonio di interesse anche per Agrigento: un luogo nel quale la storia individuale incontra quella delle istituzioni e dove documenti e testimonianze possono contribuire alla conoscenza del passato recente della comunità.
Il legame di Gaetano Allotta con Agrigento trova una delle sue espressioni più significative nella Targa “Appuntato Allotta”, istituita nel 1980 in memoria del padre Benedetto, appuntato dell’Arma dei Carabinieri.
Gaetano Allotta, con, alle spalle, la Targa Appuntato Allotta
Da un sentimento familiare è nata un’iniziativa che, nel corso di oltre quattro decenni, ha assunto un valore pubblico, legandosi alla storia dell’Arma e alla vita civile della provincia.
Il riconoscimento, realizzato in argento e caratterizzato dall’antico stemma araldico dei Carabinieri, viene assegnato annualmente a un militare che si sia particolarmente distinto nello svolgimento del servizio, su designazione del Comandante provinciale dell’Arma di Agrigento.
Il Premio rappresenta un omaggio alla professionalità, alla dedizione e al senso del dovere. Ma racconta anche qualcosa del suo promotore: la volontà di trasformare il ricordo del padre in un gesto concreto di riconoscenza verso chi serve lo Stato e tutela la collettività.
In questo senso, la Targa Allotta è diventata un elemento di continuità tra la storia familiare e quella istituzionale del territorio agrigentino. Ogni edizione rinnova un rapporto tra cittadini e forze dell’ordine, riconoscendo il valore di un servizio che contribuisce alla sicurezza e alla fiducia nelle istituzioni.
Tra le figure legate alla storia del riconoscimento viene ricordato anche il maresciallo Giuliano Guazzelli, assassinato dalla mafia nel 1992, il cui nome rimane legato alla storia della lotta alla criminalità organizzata nell’Agrigentino.
Un ulteriore passaggio è rappresentato dalla donazione, nel 2026, della Targa “Appuntato Benedetto Allotta” alla Biblioteca comunale “Franco La Rocca” di Agrigento. Un gesto che avvicina ulteriormente l’iniziativa alla comunità, offrendo alla città l’opportunità di conoscere e valorizzare la storia di questo riconoscimento.
Il Premio non è soltanto una targa da consegnare durante una cerimonia: è un’iniziativa che unisce il nome di una famiglia alla storia civile di Agrigento, trasformando un sentimento personale in un valore condiviso.
Cavalcare diverse generazioni significa aver visto cambiare il mondo senza smettere di interrogarsi sul suo significato. Gaetano Allotta ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni, mantenendo un rapporto con la propria città attraverso la professione, gli studi e le iniziative dedicate alle istituzioni.
A 96 anni, Gaetano Allotta rappresenta una testimonianza di questo patrimonio umano. I suoi libri, la casa-museo e la Targa dedicata al padre raccontano aspetti differenti di un medesimo percorso, nel quale la cultura e l’impegno professionale si incontrano con l’attenzione per il bene comune.
La sua storia appartiene ad Agrigento perché da Agrigento trae una parte essenziale delle proprie radici e perché alla comunità agrigentina restituisce un’eredità culturale e civile destinata a durare.
Luigi Mula per scrivolibero.it
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