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Agrigento, mancata diagnosi e culletta termica guasta: arrivano due condanne

Tribunale di Agrigento

Un anno e otto mesi di reclusione per un pediatra e otto mesi per una ginecologa. Sono le pene inflitte dalla giudice del Tribunale di Agrigento nei confronti dei presunti responsabili della morte di un neonato, che secondo l’accusa sarebbe avvenuta per una disattenzione e una mancata diagnosi precoce.

Assoluzione invece per un infermiere. Per i tre l’accusa era di omicidio colposo. Il tragico evento avvenne nel giugno del 2011 a causa, sempre secondo la tesi accusatoria, di una mancata diagnosi durante la gestazione e dal malfunzionamento di una culletta termica che sarebbe servita a trasportare il neonato in una struttura ospedaliera meglio attrezzata.

Secondo il pm la diagnosi della patologia sofferta dal neonato avrebbe potuto consentire un intervento programmato ed evitare così il decesso. La nascita e la necessità di trasportare il piccolo in altra struttura sanitaria avrebbe invece provocato la morte dovuta anche dal malfunzionamento della culla termica che non sarebbe stata controllata prima della partenza. Un viaggio lungo sette ore che ha così portato dapprima ad una sosta tecnica al “Sant’Elia” di Caltanissetta e il successivo trasporto in elisoccorso per Catania per la meta finale di Taormina.

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