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Gabanelli, stavolta hai toppato: i circoli Arge sull’inchiesta sul Ponte di Messina

Fa discutere l’inchiesta realizzata dalla trasmissione “Report” su Rai 3 condotta da Milena Gabanelli (in foto), sul Ponte di Messina. Ad intervenire è il circolo ARGE di Agrigento che afferma:

“Dopo tante interessanti e coraggiose inchieste giornalistiche, – scrivono Salvatore Giunta, Aldo Amico, Anna Stella, Giancarlo Palmeri e Vincenzo Mula – stavolta la Gabanelli ha toppato!
L’inchiesta sul ponte di Messina ha fatto venir fuori tutta la avversione che certe lobbies ideologiche e affaristiche nutrono nei riguardi del ponte.
Invece di esaminarne il problema e di trovarne le soluzioni più idonee, l’inchiesta si è limitata ad una serie di interviste tutte contro, nessuna a favore, dimostrando poco o nulla oggettività giornalistica.
Si sono enunciati i costi, le denunce, i presunti scandali, come se in Italia esistessero solo questi, eppure nel nostro “belpaese” non c’è opera pubblica che negli ultimi cinquanta anni non si sia tirata appresso una scia di scandali di ogni tipo, di tangenti, denunce, processi e infiltrazioni mafiose.
E’ chiaro che non intendiamo giustificare in nessun modo gli scandali e le mazzette, eppure il MOSE si è realizzato , la variante di valico Firenze – Bologna dopo ben 32 anni e il doppio dei costi è stata inaugurata da Renzi alcuni giorni addietro, la TAV si sta costruendo, le linee ferrate veloci che costano sei volte di più che in qualsiasi altro posto d’Europa si sono fatte e ultimate fino a Salerno, l’EXPO si e completato in sei mesi ed ha avuto un gran successo.
Nessuna di queste opere è stata scevra di scandali, corruzione, lievitazione dei costi e infiltrazioni mafiose!
Il tema del Ponte di Messina non è la lievitazione dei costi di progettazione di un opera che è unica al mondo; il tema è: il ponte rappresenta un’opera utile e indispensabile per l’Italia e per l’intera Europa?, rappresenta la chiave di volta per unire finalmente la Sicilia al resto d’Italia e per cambiare il volto del meridione nell’ottica di uno sviluppo sostenibile?
Da quando si è dato il via alla progettazione del Ponte ad oggi il contesto internazionale e la geopolitica del Mediterraneo sono completamente mutati: il Mediterraneo è diventato il crocevia del pianeta.
La Gabanelli lo sa?
La dottoressa Gabanelli sa che attraverso il Canale di Suez oggi transitano più di duemila navi al giorno e molte di queste portacontainers, che hanno bisogno di HUB portuali per far si che le merci, per mezzo di treni ad alta velocità, raggiungano l’Europa del nord e viceversa dal nord Europa raggiungano il Mediterraneo per poi ripartire per il resto del mondo?
E’ giusto che la Gabanelli sappia che la Sicilia, capitale della Magna Grecia nel passato è oggi la “Wall Street” del Mediterraneo e la porta d’Europa.
E’ al corrente la Gabanelli che i più importanti paesi del BRICS, che eserciteranno un ruolo da protagonisti nell’economia globale dei prossimi decenni, sono molto interessati e pronti a cofinanziare una progettualità complessiva comprendente il Ponte e le altre infrastrutture del meridione d’Italia?
Con il suo programma la Gabanelli ha offeso tutti i meridionali ed i Siciliani in particolare che vogliono cambiare le sorti del sud, che hanno capito che la rinascita della Sicilia non può che passare attraverso una modernizzazione della sua rete dei trasporti: HUB portuali, retroporti, rete ferroviaria veloce, aeroporti internazionali, Ponte sullo Stretto stanno alla base della trasformazione della Sicilia, arretrata e mafiosa, in isola capitale della pace e porta d’Europa nel Mediterraneo.
Siamo convinti che la dottoressa Gabanelli sia una grande giornalista e che sappia riconoscere il suo madornale errore, preparando un altro servizio di “REPORT” che dica la verità, non solo sull’utilità e indispensabilità del PONTE, ma che analizzi l’arretratezza infrastrutturale del meridione d’Italia, dando voce alle validissime progettualità che già esistono e che aspettano soltanto di essere realizzate perché finalmente si superi il gap sociale, economico e culturale del sud con il resto d’Italia e d’Europa.
Se, come crediamo, la Gabanelli possiede autonomia e onestà culturale, capirà che il suo servizio giornalistico è stato superficialmente di parte, fortemente incompleto, antimeridionalista, incapace di proporre soluzioni sulla base di uno studio attento della geopolitica del Mediterraneo, dei flussi delle merci, delle migrazioni dei popoli ed, infine, della valorizzazione del territorio e delle sue bellezze”.

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