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Traffico illecito di sostanze stupefacenti: tre arresti della Squadra Mobile di Agrigento

La Polizia di Stato di Agrigento, coordinata dalla procura della Repubblica di Agrigento – sostituto procuratore dr Salvatore Vella -, ha brillantemente concluso una operazione di contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Il personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto Vincenzo Politanò, classe 1951, di Melicuccà (RC), Antonino Mangione, classe 1980, di Raffadali e Roberto Lampasona, classe 1977 di Santa Elisabetta, tutti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/1990. Una donna F.F.R., classe 1984, è stata denunciata in stato di libertà, per il medesimo reato.

L’operazione della Squadra Mobile ha avuto inizio nella notte del 22 novembre, con un pedinamento dei soggetti che viaggiavano su due autovetture provenienti dalla Calabria.

Mangione e Lampasona, al fine di eludere le investigazioni, viaggiavano a bordo di un’autovettura che precedeva quella condotta dal Politanò, sulla quale era occultato un ingente quantitativo di cocaina.

Risulta da numerose investigazioni, infatti, consolidata la prassi che i soggetti noti alle forze dell’ordine non rechino seco stupefacenti, ma viaggino su altra vettura condotta da soggetti non sospetti né conosciuti dagli organi di polizia territoriali.

La Squadra Mobile di Agrigento, dopo aver monitorato entrambi i veicoli, due Fiat Punto, li bloccava entrambi sulla SS640, all’altezza dello svincolo di Canicattì.

La conseguente perquisizione, effettuata in Questura, permetteva il rinvenimento di due involucri, occultati nel portello posteriore del bagagliaio, confezionati con del nastro da imballaggio.

All’interno degli stessi venivano rinvenuti due blocchi, rispettivamente grammi 598.5 e 593 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, così come risultato dal rituale narco test.

Il Politanò, ha potuto solo ammettere le sue responsabilità penali. I due soggetti agrigentini hanno fornito, agli investigatori, giustificazioni ritenute poco plausibili circa la loro estraneità all’illecito loro contestato.

Sulla base delle pregresse risultanze investigative raccolte, la Squadra Mobile, quindi, ha tratto in arresto in flagranza i tre soggetti per concorso nel reato contestato.

Antonino Mangione, già tratto in arresto per associazione di tipo mafioso, ha vari precedenti di polizia per estorsione, rapina, furto aggravato, truffa, ricettazione, giochi d’azzardo, già sottoposto all’obbligo di dimora.

Roberto Lampasona, già tratto in arresto per associazione mafiosa e già sottoposto all’obbligo di dimora, ha precedenti di polizia specifici per il reato di cui all’art. 73 comma DPR 309/90, associazione a delinquere, furto aggravato, truffa.

A carico di Vincenzo Politanò risultano precedenti di polizia per furto aggravato, associazione a delinquere finalizzata all’abigeato ed al furto aggravato.

A carico della donna F. F. R. risultano precedenti di polizia per truffa, furto, abigeato.

L’indagine è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Agrigento, dr Renato Di Natale, dal Procuratore della Repubblica aggiunto dr Ignazio Fonzo e dai Sostituti Procuratori dr Andrea Maggioni e dr Salvatore Vella.

Antonino Mangione e Roberto Lampasona hanno nominato quale difensore di fiducia l’Avv. Antonino GAZIANO del Foro di Agrigento; Vincenzo Politanò ha nominato l’Avv. Francesco Giuseppe FORMICA del Foro di Palmi.

Dopo le formalità di rito, i tre soggetti sono stati associati presso la Casa Circondariale di Agrigento, a disposizione dell’A.G. procedente.

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