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Andrea Barbera e la spedizione sul Platani: “Mi ha stupito la bellezza del fiume uno straordinario mix di biodiversità”

Ha percorso circa 65 km, da solo, su una tavola “Sup” sul fiume Platani, partendo dal cuore dei Monti Sicani fino alla Foce abbracciando i territori di Ribera e Cattolica Eraclea. Stiamo parlando del noto navigatore e adventure Andrea Barbera che lo scorso 16 febbraio ha portato a termine la spedizione lungo il fiume dopo quattro giorni di navigazione, per portare a termine HALYKOS PROJECT, la prima spedizione esplorazione e navigazione in solitaria.
Si è trattato di un progetto unico ambizioso e non convenzionale con l’obiettivo di realizzare un docufilm da divulgare nelle scuole sull’importanza degli sport outdoor a contatto con la natura.
Il progetto, che ha anche una valenza scientifica, è stato realizzato in collaborazione con arpa Sicilia e Marevivo Sicilia.
Verrà, infatti, effettuato uno studio scientifico dettagliato attraverso dei campionamenti che il navigatore ha effettuato lungo il fiume Platani che ci daranno un quadro chiaro preciso dello stato di salute del fiume, delle specie faunistiche presenti o eventuale minaccia alla salute del fiume.
Al termine dello studio il materiale verrà portato e divulgato in tutte le scuole della Sicilia al fine sensibilizzare i giovani sull’importanza degli ecosistemi naturali, inclusi i corsi d’acqua.
Abbiamo sentito l’adventure che ci ha raccontato la sua esperienza:
Hai incontrato difficoltà nel portare a termine la spedizione?
“Una tra le tante difficoltà che ho riscontrato è stato il freddo della notte. La temperatura, infatti, durante la notte si abbassava notevolmente arrivando quasi a zero gradi. Inoltre, lungo il percorso, il fiume, a causa della stagione poco piovosa, si restringeva parecchio rendendo difficile la navigazione”.

È stata un’avventura emozionante?
“Mi ha stupito la bellezza del fiume e dell’ambiente che lo circonda. È uno straordinario mix di biodiversità. Ho incontrato una grande quantità di animali selvatici, per esempio cicogne ed Aironi. Il fiume, inoltre, è pieno di pesci, non mi aspettavo che le acque fossero così vive. Tutti mi dicevano che il fiume lo avrei trovato inquinato. Devo dire che, a prima vista, il fiume mi è sembrato in buona salute. Le indagini che faremo con ARPA ci sapranno dare maggiori spiegazioni. I prelievi si ripeteranno nelle 4 stagioni, per avere così un quadro ancora più completo sul valore dei pesticidi, nel territorio insistono diverse colture”.

Da dove sei partito?
“Sono partito da Muxarello e sono arrivato fino al mare”

Il fiume é sfruttabile hai fini turistici?

“Si, lo è ! la mia idea è appunto quella di portare i visitatori a fare un’esperienza di almeno due giorni lungo il fiume prevedendo anche il pernottamento. È, secondo me, un territorio che tutti devono conoscere; una risorsa incredibile da tutelare, promuovere e valorizzare sotto l’aspetto naturalistico e paesaggistico”.

Si può tornare ad essere novelli esploratori del proprio territorio? 

“Assolutamente si! Ed infatti era quello che volevo di mostrare a me stesso: cioè  che dietro l’angolo esistono dei luoghi selvaggi e remoti che sono rimasti incontaminati. Io per 4 giorni non ho incontrato anima viva,  non ho sentito il rumore della civiltà. Sentivo il rumore degli animali, dell’acqua che scorreva. Ero completamente isolato”.

Hai qualche aneddoto da raccontare?

(sorride) Mentre stavo remando ho visto con la coda dell’occhio un movimento sulla sponda del fiume, mi sono girato ed ho visto una volpe che mi guardava immobile e, secondo me, avrà pensato: ma questo da dove viene?” 

Qual è il senso dell’avventura per Andrea Barbera?

“Rappresenta una parte della mia vita. Ho già fatto diverse esplorazioni, circumnavigato in solitaria la Sicilia a bordo di una piccola zattera di 5 metri,  ho attraversato l’Oceano Atlantico. Sono stato sempre alla ricerca di nuove emozioni e nuovi stimoli che il nostro pianeta ci può regalare solo  rispettandolo ed esplorandolo”.

Luigi Mula

fotogallery inviata da Andrea Barbera 

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