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Giovedì 3 Settembre 2026

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Addio ad Angelo Alfano, “il professore”: scompare un protagonista della vita politica agrigentina

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Agrigento perde una figura che ha attraversato per decenni la vita civile, politica e sociale della città. È morto Angelo Alfano, conosciuto da tutti con l’affettuoso appellativo di “il professore”. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio, raggiungendo rapidamente gli ambienti politici e istituzionali e una comunità di cittadini che nel corso degli anni ne aveva apprezzato le qualità umane.

Docente e uomo delle istituzioni, Alfano apparteneva alla generazione della Democrazia Cristiana che per lungo tempo ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento della politica agrigentina. Nelle file dello scudocrociato ha ricoperto incarichi amministrativi di rilievo, arrivando a svolgere il ruolo di assessore e quello di vicesindaco di Agrigento.

Ma a definirne il percorso, più ancora delle cariche ricoperte, è stato il modo con cui ha interpretato l’impegno pubblico. Per Angelo Alfano la politica era soprattutto una responsabilità nei confronti della comunità, un’occasione per ascoltare i problemi delle persone e cercare risposte concrete, soprattutto quando a chiedere aiuto erano i cittadini più fragili.

Chi lo ha conosciuto conserva il ricordo di un uomo disponibile, capace di instaurare rapporti autentici e di dedicare tempo all’ascolto. Un approccio alla politica lontano dalle logiche personali e fortemente ancorato ai principi cristiani e sociali che hanno caratterizzato la sua formazione, con particolare riferimento alla lezione di Alcide De Gasperi.

Il suo impegno non si è esaurito nelle istituzioni. Anche nella quotidianità, Alfano ha mantenuto un rapporto profondo con la propria comunità, con una particolare vicinanza al quartiere Parco Angeli di Villaggio Mosè, dove era conosciuto e stimato.

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Accanto all’attività professionale e politica c’era soprattutto la famiglia. Un legame fortissimo con la moglie Lina Sciumè e con i figli Angelino, già ministro della Repubblica, e Alessandro, che rappresentava il centro della sua vita privata e degli affetti più profondi.

Con la morte di Angelo Alfano, Agrigento saluta una delle espressioni di quella politica costruita sul rapporto diretto con la gente, sulla presenza quotidiana e sulla convinzione che amministrare significasse prima di tutto mettersi al servizio degli altri.

Resta il ricordo di un uomo che ha attraversato una lunga stagione della storia cittadina senza smarrire il valore dei rapporti umani. Una figura che lascia un vuoto nella sua famiglia e nella comunità agrigentina, ma anche una testimonianza di impegno civile e di attenzione verso gli ultimi che continuerà a vivere nella memoria di quanti lo hanno conosciuto.