Agrigento, estate di controlli sulle due ruote: 50 moto e scooter fermati per irregolarità sul casco

Cinquantacinque? No, cinquanta motocicli e ciclomotori sottoposti a fermo amministrativo in appena due mesi. È il bilancio dei controlli effettuati durante luglio e agosto ad Agrigento, tra il centro cittadino, le periferie e soprattutto San Leone, dove durante l’estate aumenta sensibilmente il traffico di scooter e moto.
A finire nel mirino degli agenti della polizia locale, dei carabinieri del Radiomobile e dei poliziotti delle Volanti sono stati soprattutto i comportamenti scorretti legati all’utilizzo del casco. C’è chi è stato sorpreso alla guida senza alcuna protezione, chi lo indossava ma non lo aveva correttamente allacciato e chi, invece, utilizzava il cosiddetto casco “a scodella”, non conforme alle prescrizioni previste per la circolazione stradale.
Nel corso delle verifiche sono stati inoltre sequestrati una decina di caschi risultati privi della necessaria omologazione. Un dato che conferma come, soprattutto tra i conducenti più giovani, le regole sulla sicurezza continuino a essere spesso sottovalutate.
La maggior parte delle persone sanzionate è composta da studenti e giovani con più di vent’anni. Ma i controlli hanno interessato anche conducenti appartenenti a fasce d’età più alte. In almeno cinque casi sono stati fermati motociclisti tra i 30 e i 50 anni. Tra questi figurano il titolare di una pizzeria di San Leone, due commercianti, un libero professionista e due impiegati.
Per ciascuna violazione è scattata la sanzione prevista, accompagnata dalla decurtazione di cinque punti dalla patente. Per i mezzi è stato inoltre disposto il fermo amministrativo della durata di due mesi.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle modalità di custodia dei veicoli. Nella quasi totalità dei casi, motocicli e ciclomotori sono stati affidati direttamente ai proprietari oppure, quando si trattava di minorenni, ai genitori.
Una soluzione che consente di evitare ulteriori spese: i mezzi dovranno infatti essere custoditi all’interno di garage o comunque in aree private, senza poter essere lasciati sulla strada. In questo modo le famiglie evitano anche i costi legati alla permanenza dei veicoli presso una depositeria giudiziaria.
I controlli estivi hanno dunque acceso i riflettori su una delle principali criticità della mobilità sulle due ruote: il mancato rispetto delle norme sull’utilizzo del casco. Un dispositivo che, più che un semplice obbligo previsto dal codice della strada, rappresenta uno degli strumenti fondamentali per ridurre il rischio di conseguenze gravi in caso di incidente.
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