Agrigento, i colpi di pistola contro due palazzi: gli esami della Scientifica per individuare i responsabili
Potrebbero arrivare dai laboratori della Polizia Scientifica di Palermo elementi decisivi per fare luce sui due episodi intimidatori che, lo scorso settembre, hanno seminato paura ad Agrigento. È stato fissato per dicembre l’appuntamento con gli accertamenti tecnici sui reperti raccolti dopo le sparatorie avvenute in via Dante e in via Garibaldi. L’obiettivo è individuare eventuali tracce biologiche, impronte e riscontri balistici in grado di orientare le indagini.
Le operazioni saranno eseguite dagli specialisti del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica e avranno carattere di accertamenti tecnici non ripetibili. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, prosegue al momento contro ignoti.
La Questura ha già trasmesso l’avviso relativo all’avvio degli esami all’amministratore del condominio di via Dante, chiedendogli di informare i residenti. In qualità di persone offese, gli abitanti dello stabile potranno nominare propri legali e consulenti tecnici per assistere alle attività peritali.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nel giro di appena un giorno, quando due edifici residenziali sono stati raggiunti da una raffica di proiettili. Il primo episodio risale alla notte del 16 settembre, in via Dante. Secondo la ricostruzione investigativa, un individuo con il volto coperto avrebbe raggiunto a piedi lo stabile e sparato quattro colpi contro il portone d’ingresso. Tre proiettili avrebbero centrato l’infisso, mentre un quarto sarebbe finito sulla strada.
La notte successiva, a distanza di circa ventiquattro ore, un nuovo attacco si è verificato in via Garibaldi. In questo caso sarebbero stati due uomini, arrivati a bordo di una motocicletta, a esplodere dieci colpi contro la facciata e l’ingresso di un altro edificio.
Le attività investigative sono condotte congiuntamente dalla Squadra Mobile, dagli agenti delle Volanti e dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile. Un elemento che accomuna i due episodi è il calibro dell’arma utilizzata: in entrambi i casi sarebbero stati esplosi proiettili calibro 7,65. Una circostanza che alimenta l’ipotesi di un possibile collegamento tra le due intimidazioni, ancora da verificare attraverso gli approfondimenti tecnici.
Gli investigatori non escludono che gli spari possano essere stati messaggi intimidatori indirizzati a persone legate ai condomini presi di mira. Saranno proprio gli esami di laboratorio a dover fornire nuovi elementi per comprendere se dietro le due sparatorie ci sia la stessa mano e, soprattutto, per risalire all’identità degli autori e chiarire il movente.
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