Agrigento, sei indicatori economici su dieci superano la media nazionale
Imprese attive, start-up innovative e Terzo settore in crescita. Segnali positivi anche per il credito e il mercato immobiliare, ma restano criticità sul fronte dell’occupazione e dell’export.
Il sistema economico della provincia di Agrigento presenta un quadro congiunturale articolato, con segnali di vitalità in diversi comparti, ma anche alcune criticità che richiedono attenzione. È quanto emerge dagli indicatori congiunturali elaborati per il territorio, secondo i quali sei indicatori su dieci registrano una performance migliore rispetto alla media nazionale.
Tra i dati più significativi spicca la crescita delle imprese attive, aumentate dello 0,7% tra settembre 2025 e settembre 2026, a fronte di una flessione dello 0,8% a livello nazionale. Positivo anche l’andamento delle start-up innovative, in crescita del 17,6%, contro il calo del 5% registrato in Italia. Le istituzioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) segnano un incremento del 15,4%, superiore al +10,9% nazionale.
Sul fronte delle prospettive occupazionali, le entrate di lavoratori previste dalle imprese per il quarto trimestre 2026 crescono dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro il +2,5% nazionale. Un segnale che evidenzia una domanda di lavoro in aumento, pur in presenza di una contrazione del 3,3% del numero degli occupati nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un incremento nazionale dello 0,6%.
Tra gli altri elementi positivi figurano l’aumento del 7,2% delle transazioni immobiliari normalizzate, superiore al dato nazionale del 4,4%, la crescita del 4,2% dei depositi bancari e del risparmio postale e l’incremento dell’1,5% dei prestiti alle attività economiche.
Permangono, tuttavia, alcune criticità. Le esportazioni registrano una flessione del 4,2% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a livello nazionale si rileva una crescita del 4,5%. Aumentano inoltre del 131,2% le ore di cassa integrazione guadagni, in controtendenza rispetto alla diminuzione del 18,7% nazionale.
«I dati – dichiara il Commissario straordinario della Camera di commercio Giuseppe Termine – restituiscono un quadro che merita di essere letto con equilibrio e concretezza. La crescita delle imprese attive, delle start-up innovative e delle realtà del Terzo settore dimostra che nel nostro territorio esistono energie imprenditoriali e sociali capaci di generare nuove opportunità. È significativo anche il dato sulle entrate di lavoratori previste dalle imprese, che segnala una domanda di professionalità in crescita. Non possiamo, tuttavia, ignorare la diminuzione degli occupati, la flessione delle esportazioni e l’aumento della cassa integrazione. La sfida è trasformare i segnali positivi in sviluppo stabile, sostenendo le imprese, favorendo l’innovazione e creando condizioni che consentano al territorio di essere più competitivo e di offrire prospettive concrete di lavoro»,
«La lettura degli indicatori – sottolinea il segretario generale della Camera di commercio Gianfranco Latino – è uno strumento importante per comprendere le dinamiche dell’economia provinciale e orientare le politiche di sostegno al sistema produttivo. Il fatto che sei indicatori su dieci mostrano performance migliori della media nazionale rappresenta un elemento incoraggiante, ma non deve indurre a sottovalutare le debolezze strutturali. Occorre rafforzare la capacità delle imprese di innovare, investire e aprirsi ai mercati esteri, accompagnando soprattutto le piccole realtà nei processi di trasformazione digitale e organizzativa. La Camera di commercio continuerà a svolgere il proprio ruolo di supporto al tessuto imprenditoriale, promuovendo conoscenza, servizi e iniziative capaci di favorire la crescita e valorizzare le risorse del territorio»,
Il quadro complessivo conferma, dunque, la presenza di segnali incoraggianti, soprattutto sul versante della vitalità imprenditoriale e delle prospettive di assunzione, ma evidenzia anche la necessità di consolidare la crescita, rafforzare l’occupazione e sostenere l’internazionalizzazione delle imprese agrigentine.
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