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Blitz sulla filiera del pesce: ristoranti chiusi e oltre una tonnellata sequestrata nell’Agrigentino

Controlli serrati lungo tutta la catena del pescato hanno portato alla luce gravi irregolarità anche in provincia di Agrigento. L’operazione “Phoenix”, coordinata dalla guardia costiera su scala regionale, ha acceso i riflettori su criticità diffuse nella ristorazione e nella gestione dei prodotti ittici.

Le verifiche si sono concentrate in particolare nel compartimento marittimo di Porto Empedocle, con interventi condotti dai militari delle capitanerie di porto di Sciacca e Licata, supportati dal personale dell’Asp. Proprio durante queste ispezioni sono emerse condizioni tali da imporre la sospensione dell’attività per due ristoranti, a causa di gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario.

Nel corso dei controlli è stata inoltre individuata una grande quantità di pesce, in parte già lavorato e pronto per essere servito, privo dei requisiti di tracciabilità e non conforme alle norme previste dal sistema Haccp. Complessivamente si tratta di oltre una tonnellata di prodotto, successivamente distrutto tramite aziende specializzate.

L’operazione ha coinvolto numerosi uomini e mezzi: gli ispettori della pesca, operativi in tutta la Sicilia occidentale, hanno effettuato 335 controlli nell’ambito di un’ampia azione di contrasto al commercio abusivo. L’attività ha portato al sequestro dell’ingente quantitativo di merce e all’elevazione di sanzioni amministrative per circa 150 mila euro.

Particolare attenzione è stata rivolta alla vendita illegale su strada e alla sicurezza alimentare lungo l’intera filiera, anche alla luce dei recenti episodi di cronaca legati a intossicazioni e problematiche sanitarie connesse al consumo di pesce crudo.

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni. Dalla guardia costiera arriva infine un appello ai consumatori: verificare sempre la provenienza dei prodotti acquistati.

foto archivio