Canale di Sicilia, otto migranti salvati in mare: «Gli scafisti ci hanno gettati in acqua prima dei soccorsi»
Un intervento provvidenziale, arrivato quando il rischio di una nuova tragedia in mare era ormai concreto. Otto migranti, provenienti da Afghanistan, Bangladesh e Pakistan, sono stati recuperati nella notte dall’equipaggio della nave umanitaria Nadir, della Ong tedesca Resqship. Al momento dell’intervento, i naufraghi si trovavano già in acqua e cercavano disperatamente di mantenersi a galla.
Una situazione drammatica, resa ancora più inquietante dal racconto fornito dai superstiti ai soccorritori. Dopo essere stati portati in salvo, i migranti avrebbero riferito che gli scafisti li avrebbero costretti a gettarsi in mare circa venti minuti prima dell’arrivo della nave della Ong. Un intervallo durante il quale gli otto uomini sarebbero rimasti in balia delle onde, con il concreto pericolo di annegare.
Una volta completate le operazioni di recupero e prestate le prime assistenze sanitarie a bordo, la Nadir ha raggiunto Lampedusa. Lo sbarco è avvenuto al molo commerciale, dove ad attendere i naufraghi c’erano il personale sanitario e le forze dell’ordine.
Le condizioni di uno degli uomini hanno richiesto particolare attenzione: il migrante è stato trasferito al Poliambulatorio dell’isola per una sospetta frattura a una gamba.
Dalle prime verifiche e dalle informazioni raccolte non risulterebbero persone disperse in mare. Un bilancio che, nonostante la drammaticità dell’episodio, consegna un esito fortunatamente positivo, grazie alla tempestività dell’intervento dell’equipaggio della nave umanitaria.
Resta adesso da ricostruire con precisione quanto accaduto durante la traversata e chiarire le responsabilità di chi avrebbe abbandonato i migranti in acqua prima dell’arrivo dei soccorritori.
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