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ESCLUSIVA – Akragas, intervista all’ex DS Laneri: ”Non mi hanno rispettato, la giara si è rotta”

antonello laneriE’ stata una fantastica stagione quella dell’Akragas, coronata con la promozione in Lega Pro e che ha portato alla ribalta nazionale una realtà sportiva che ha suscitato non poco entusiasmo nella Città della Valle dei Templi.

Dopo l’ingresso in società di Marcello Giavarini pare che qualcosa si sia rotto, sopratutto con chi quello Staff lo sosteneva da un anno. Ci riferiamo alla rottura che è avvenuta – come dalle affermazione dell’ex direttore sportivo Antonello Laneri (in foto) nelle righe dell’intervista – tra la Società e lo stesso Laneri. Ecco le affermazioni dell’ex DS nella nostra esclusiva intervista.

– Direttore Laneri, fino a qualche giorno fa tra le righe dei giornali leggevamo il suo nuovo incarico come Direttore Sportivo dell’Akragas nella stagione 2015/2016, adesso cosa è successo?
Premettendo di non tener conto del lavoro fatto nell’anno appena trascorso da tutto il gruppo di lavoro. Dal momento dell’insediazione della nuova società ci è stato dato il mandato di operare a livello tecnico ed organizzativo per il nuovo progetto ‘Akragas’, quindi coma accordo con i ‘new entry’ ci siamo adoperati per l’organizzazione della nuova società. Parlando con tutti i dipendenti e convincendoli ad accettare la rateizzazione delle spettanze e con alcune di esse discutendo anche del possibile rinnovo del contratto.

– Direttore, ma con il nuovo incarico lei quindi aveva già cominciato a lavorare?
Oltre a quanto detto, io e Fichera abbiamo espletato tutte le pratiche relative alla designazione del campo e dell’iscrizione della squadra dopodicchè avevamo già cominciato a programmare la stagione agonistica partendo dall’individuazione della sede pre-ritiro del campionato proseguendo con la scelta dello sponsor tecnico e definito tutto l’inventario della prima squadra ed del settore giovanile e preparata tutta la documentazione relativa alla fideiussione ed alla iscrizione. Mi sono anche alzato alle 4 del mattino per recarmi a Palermo in banca per ritirare personalmente la fideiussione e consegnare la stessa recandomi prima a Roma nella sede della Covisoc per consegnare il bilancio fatto da me, Fichera e Camboccia; fatto poi a Firenze nella sede della Lega PRO per recapitare la fideiussione. Infine io e Russello abbiamo contattato i vecchi e nuovi giocatori per dare conferma cercando di convincerli, anche chiedendo di accettare una riduzione del contratto.

– Quindi ha lavorato molto per costruire la nuova squadra, ma adesso perchè la rottura dopo aver portato qui l’amato Baiocco?
Giorno 20 Giugno, mentre lavoravo per convincere i calciatori, mi è arrivata una chiamata di Tirri che mi diceva di chiamare Legrottaglie che era a Milano a casa di Giavarini. Io comunicavo che non era il caso di parlare a telefono ma di farlo scendere per parlare, fargli rendere conto di dove e come doveva lavorare nelle condizioni in cui noi operiamo e che si rendesse conto delle difficoltà anche strutturali. Dopo 5 minuti apprendevo da una televisione locale che il Presidente annunciava che l’allenatore sarebbe stato lo stesso Legrottaglie.

– E’ stato lei quindi a convincere Legrottaglie a sposare il progetto Akragas?
No, io non ne sapevo nulla. Non ho niente contro Legrottaglie che è un grande professionista e mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, ma volevo che venisse in città. Mi è stato detto che ho sbagliato perchè non ho fatto quella telefonata, ma non aveva senso chiamarlo.

– Perchè?
Perchè ne dovevamo parlare di presenza per fargli osservare anche le strutture. Tutto ciò serviva magari a far rendere conto al nuovo allentatore o perlomeno se lui avrebbe ritenuto di modificare alcune cose per il suo modo di gestire gli allenamenti. Il tutto anche per agevolare il suo primo anno da allenatore. Tra l’altro dovevamo svincolare ancora Feola ed inoltre non avevo ancora contattato altri possibili allenatori nonostante avessi tante idee in mente la costruzione del nuovo progetto

– E allora chi ha deciso le sorti della nuova guida tecnica?
Il Presidente.

– Sia Alessi che Giavarini?
Si.

– Laneri, quindi mi sembra di capire che lei non sia stato preso in considerazione per un lavoro che invece doveva svolgere solamente lei e non il Presidente che invece la aveva delegata a metà Giugno. Quale la considerazione di tutto ciò che è successo?
Non posso che sentirmi deluso e amareggiato da tutto ciò. Mentre io lavoravo – bisogna precisare – non ero sotto contratto e siccome sono un tesserato FIGC io andavo incontro a squalifica e chiedevo infatti di essere contrattualizzato tant’è che Alessi sapeva che avrei firmato con la risoluzione consensuale quindi non era questione economica. Ed in questo periodo ho affrontato delle spese e nessuno della società mi chiedeva dove mangiavo, dormivo e che spese affrontavo per lavorare a tanti chilometri da casa. Con ciò io non rivendico le spese che ho affrontato per un progetto che credevo fosse mio e la mia delusione maggiore non è legata al fatto economico ma per il rispetto mancato nei miei confronti a livello professionale, etico ed umano. Io sono abituato a decidere sulle mie responsabilità accolandomi anche le scritte denigratorie nei miei confronti sui cancelli. Ma così non si è professionali. Non mi hanno nemmeno detto – così anche per gli altri giocatori della passata stagione – che non facevo più parte dell’Akragas. Prima di voler costruire un progetto calcistico imparino il rispetto verso le persone; solo allora saranno professionali. Solo per rispetto verso gli agrigentini che mi hanno sostenuto, auguro alla società un fiorente campionato.

Flavio Principato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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