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La stele dedicata a Rosario Livatino sarà ricostruita dalla “Strada degli Scrittori”: stamani tutti “uniti” per il “giudice ragazzino”

rosario_livatino_lapideSarà ricostruita dall’associazione “Strada degli Scrittori” la stele commemorativa dedicata al giudice Rosario Livatino.

Lo ha reso noto il presidente Felice Cavallaro: “Ho già comunicato al prefetto di Agrigento Nicola Diomede la nostra volontà, lieto della decisione. La Strada degli Scrittori che attraversa i luoghi natii di Pirandello, Sciascia, Camilleri e tanti altri autori è anche la Strada della Legalità perché ricorda, lungo l’itinerario, i sacrifici di Rosario Livatino, del giudice Antonino Saetta e del maresciallo Giuliano Guazzelli uccisi da mano mafiosa. Fatti odiosi come quello di ieri, che si aggiungono ad analoghi gesti compiuti a Palermo in coincidenza con le ricorrenze in memoria dei giudici Falcone e Borsellino e degli agenti di scorta, sono colpi di coda di iene isolate e ferite. La Sicilia non torna indietro. Ha scelto la strada della cultura e della bellezza, della legalità e della giustizia. E sulla memoria di uomini giusti ha deciso di porre le fondamenta per il suo futuro, come si è visto da Caltanissetta a Porto Empedocle nei due mesi del Festival della Strada degli Scrittori“.

La stele, posta nelle vicinanze del luogo in cui il giudice Rosario Livatino fu barbaramente assassinato, lungo la ex SS 640, già ridenominata con grandi cartelli dall’Anas “Strada degli Scrittori”, ha subito gravi danni al punto da rendere illegibile il nome del magistrato. La ricostruzione dell’area monumentale avverrà nei tempi strettamente necessari a progettazione e realizzazione di una stele analoga alla precedente con la collaborazione di un ingegnere di Canicattì, Franco Russo, figlio di un docente di Rosario Livatino.

Dopo il gesto, è intervenuto anche don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di beatificazione di Rosario Livatino, che ha affermato: “Il vile danneggiamento della stele eretta dai genitori del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino il 20 settembre 1994 in contrada Gasena, sul luogo dell’eccidio del giovane Magistrato, è il segno tangibile della vigliaccheria di quanti provano viscerale fastidio per un simbolo purissimo di Giustizia e di coerenza evangelica, qual è stato il giudice Livatino. Un’apparente manifestazione di forza, che in realtà mostra una estrema fragilità dei vili responsabili di questo efferato gesto. A Palermo come ad Agrigento, cosa nostra e i suoi addentellati non fanno che mostrare, con questi gesti di infantile vigliaccheria, un’organizzazione criminale che mal sopporta la presa di distanza dell’opinione pubblica da quel sentire mafioso che ha vilmente deturpato la bellissima terra di Sicilia con atti di violenza, di estorsione, di corruzione. I Valori del Vangelo di salvezza e della Giustizia sono stati, sono e saranno sempre occupazione primaria di tantissimi uomini e donne di buona volontà, come lo sono stati per il Servo di Dio Rosario Angelo Livatino“.

Stamani intanto le più alte Istituzioni della provincia, con in testa il Prefetto di Agrigento Nicola Diomede, si sono dato appuntamento  nel luogo dove si erge la stele. Un momento di “unione” che è servito a manifestare lo sgomento per il vile gesto e ricordare ancora una volta l’impegno verso qualsiasi tipo di criminalità. Presenti, il Questore di Agrigento Maurizio Auriemma, il comandante provinciale dei Carabinieri Mario Mettifogo, i componenti della sottosezione di Agrigento dell’associazione nazionale magistrati, con in testa Salvatore Vella, e delle Associazioni “Amici del Giudice Rosario Livatino” e “Tecnopolis”.

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