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L’incontro con Simone Cristicchi: la Sicilia, la musica e i percorsi in salita – VIDEO

Ci eravamo conosciuti in Slovenia nel 2014 e l’ho rivisto, ascoltato e intervistato a Trapani prima del suo splendido concerto
di Francesco Pira

Avevo incontrato Simone Cristicchi in Slovenia undici anni fa. Nel 2014. Partecipammo entrambi ad una iniziativa dell’Università Popolare di Trieste. Io feci una docenza, lui uno spettacolo.

In quell’occasione riuscii a scoprire la sua profondità. In questa calda estate 2025 ho avuto il privilegio di incontrarlo a Trapani prima del suo splendido concerto e anche la possibilità di scambiare qualche battuta.

Da tempo volevo chiedergli come vive un dolore che ci accomuna. E’ quel tipo di dolore che crea un’energia speciale tra le persone che lo hanno provato. Simone ha perso il padre a 10 anni, io a 13.

La perdita di mio padre – mi dice guardandomi intensamente sorpreso dalla domanda – è un grande vuoto che ho cercato di riempire con l’arte. Per me è stata una sorta di autoterapia. Ho provato a trasformare quel dolore, quella perdita e quel vuoto in qualcosa da condividere con gli altri”.

Quanto ha ragione. Proprio in quel momento in cui ti accade decidi di mettere in gioco la tua vita e di fare tutto quello per cui tuo padre potrebbe essere orgoglioso.

Il suo rapporto con la Sicilia è molto forte:

la Sicilia è una terra che amo particolarmente. Il mio primo viaggio fu in Sicilia. Partii con lo zaino, la chitarra e andai a visitare le isole Eolie, ma amo anche Favignana e Lampedusa. Ma sono attratto dall’entroterra siciliano”.

La Sicilia è una terra magica. In questi giorni in cui l’Italia piange la perdita di un grande siciliano, Pippo Baudo (anche Simone Cristicchi da Sanremo ha voluto ricordarlo con affetto), e Militello Val di Catania sembra essere diventata la città più importante d’Italia, oltre ad essere stata nominata Borgo più bello, il concerto di tanti big della canzone nell’isola serve anche per lanciare messaggi importanti alle nuove generazioni.

Voglio trasmettere ai giovani, agli adolescenti – afferma il cantautore – con le mie canzoni il bisogno assoluto di responsabilità individuale. Penso che ognuno può fare qualcosa nel proprio piccolo. Sono diffidente nei confronti di chi sventola la bandiera della pace e magari litiga per un parcheggio o ad una riunione di condominio. La vera pace va costruita nel nostro ambito familiare, nel nostro giro di amicizie, e poi espandere all’esterno. E’ una legge antica, ermetica. Così nel piccolo, così nel grande, come in cielo, così in terra. Possiamo intervenire nella realtà con piccole azioni e influenzare chi ci circonda. I giovani questo non lo devono dimenticare”.

 

Il CRISTICCHI LIVE! Dalle tenebre alla luce Summer Tour 2025 è davvero uno spettacolo che ti trasmette emozioni, una dopo l’altra. E’ un concerto che sfugge alle definizioni, elegante e sorprendente, capace di esaltare l’eclettismo di un artista che abita la musica, la poesia e il teatro con straordinaria naturalezza.

Una splendida intuizione nell’ambito del Luglio Musicale Trapanese Teatro “Giuseppe Di Stefano” (teatro all’aperto all’interno di Villa Regina Margherita).

Un concerto elegante e sorprendente, capace di esaltare l’eclettismo di un artista che vive la musica, la poesia e il teatro con straordinaria naturalezza. Sul palco, Cristicchi si svela in tutta la sua essenza: cantattore, poeta della parola e interprete sensibile, capace di muoversi tra registri diversi con quella maestria che lo ha reso una figura unica nel panorama artistico italiano.
Lo spettacolo è un itinerario attraverso le tappe più significative della sua carriera: dagli esordi di Fabbricante di canzoni, che ne consacrò il talento, fino alle profondità tematiche dell’ultimo concept-album Dalle tenebre alla luce.

Un racconto in musica in cui ironia e malinconia, leggerezza e introspezione si alternano trasportando il pubblico in un’esperienza emotiva intensa e autentica. A impreziosire il concerto la fruttuosa collaborazione con lo Gnu Quartet, ensemble dal timbro raffinato e imprevedibile, che in commistione con la storica band di Cristicchi ha dato vita ad una inconfondibile cifra stilistica. Simone Cristicchi ha incantato il pubblico insieme a Riccardo Corso (chitarre, mandolino e bouzuki),Andrea Rosatelli (basso e contrabbasso), Riccardo Ciaramellari (pianoforte, fisarmonica e tastiere) e Valter Sacripanti (batteria e percussioni). Ed ancora Gnu Quartet: Giuseppe Tortora (violoncello), Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Roberto Izzo (violino).

La biografia ufficiale narra che nato a Roma, Simone Cristicchi è cresciuto nel quartiere Tuscolano, secondo di tre figli. Fin da adolescente si appassiona ai fumetti e dimostra talento: a 16 anni gli viene offerto un contratto come disegnatore per il Tiramolla della Comic Art ma rifiutaper continuare gli studi al Liceo Classico Statale “Francesco Vivona”. Continua però a coltivare questa passione contattando telefonicamente Benito Jacovitti, convincendolo a potersi recare in autobus a casa sua, imparando così l’arte dell’inchiostrazione. Si iscrive successivamente al corso di laurea in Storia dell’arte all’Università degli Studi Roma Tre, ma non consegue la laurea.

Presta servizio, prima come obiettore di coscienza e poi da volontario, in un centro d’igiene mentale, esperienza che lo colpirà e lo porterà ad approfondire i temi della malattia mentale e dei manicomi. Inizia a far conoscere la sua musica dai palchi degli storici locali romani Il Locale e The Place, frequentati anche dalla nuova scuola romana di cantautori come Max Gazzè, Niccolò Fabi, Federico Zampaglione, Pier Cortese e Riccardo Sinigallia. Oltre che cantautore è scrittore, autore ed interprete di monologhi, nonché attore teatrale.
A 17 anni esordisce nel mondo della musica creando un gruppo rock. Nel 1997, all’età di 20 anni, scopre la canzone d’autore. Nel 1998 vince il Concorso Nazionale Cantautori, conquistando il Premio SIAE per il miglior brano con L’uomo dei bottoni.

Nel 2000 ha aperto i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi e, grazie al suo manager Francesco Migliacci, firma un contratto con l’etichetta Carosello Records che pubblica il suo primo singolo Elettroshock. Nel 2002 pubblica per la stessa etichetta il secondo singolo Maria che cammina sull’autostrada e partecipa al programma Destinazione Sanremo presentato da Pippo Baudo e Claudio Cecchetto con il brano Leggere attentamente le istruzioni che viene eliminato, impedendogli di venire ammesso al Festival di Sanremo 2003.
Alla fine del 2003 presenta alla giuria del Festival il brano Studentessa universitaria, che viene bocciato da Tony Renis, direttore artistico di quella edizione. Vince il Festival di Crotone Una casa per Rino, dedicato al cantautore Rino Gaetano, conquistando il Cilindro d’argento. Apre i concerti dei CiaoRino, la più famosa cover-band dell’artista calabrese.

La svolta arriva nel 2005, grazie a quello che lo stesso Cristicchi definisce “tormentone involontario“, Vorrei cantare come Biagio, brano ironico nel quale il cantautore, affermando di voler assomigliare in tutto e per tutto all’allora più noto collega Biagio Antonacci, tenta, in realtà, di denunciare l’enorme difficoltà, per un giovane artista, di raggiungere il successo preservando la propria individualità. Parteciperà inoltre come chitarrista per il disco d’esordio di Giuseppe Povia, Evviva i pazzi… che hanno capito cos’è l’amore.
Alla fine dello stesso anno è uscito il suo primo album Fabbricante di canzoni, trainato dal secondo singolo di successo, il già citato Studentessa universitaria, che sarà vincitore assoluto del Musicultura Festival (già Premio Recanati), conquistando anche la Targa della critica. All’interno del primo album è contenuto il duetto con Sergio Endrigo sulle note della sua Questo è amore. Dell’album avrebbe dovuto far parte anche il brano Prete, canzone fortemente critica nei confronti della Chiesa cattolica e della figura del sacerdote, che però è stato censurato dalla casa discografica.

Nel febbraio 2006 Cristicchi partecipa al 56º Festival di Sanremo con il brano Che bella gente, classificandosi al secondo posto nella categoria Giovani. Il brano, scritto in collaborazione con la cantante Momo e dedicato a Mia Martini, riscuote un discreto successo radiofonico. Dopo il Festival viene pubblicata la ristampa dell’album Fabbricante di canzoni. Nell’estate dello stesso anno esce il singolo Ombrelloni, parodia dei classici tormentoni estivi e dei vari luoghi comuni legati all’estate. Il pezzo viene parzialmente censurato dalle radio e dalle varie emittenti televisive per via del suo testo diretto ed ironicamente farcito di parolacce. Sempre nel 2006 Cristicchi scrive per Mietta il brano Senza di te, incluso nel CD della cantante 74100. Ha tenuto corsi come docente presso il CET – Centro Europeo di Toscolano (la scuola di Mogol) testimoniando le proprie esperienze, integrando teoria e pratica, formazione culturale e attività professionale.

Nel marzo 2007 vince il 57º Festival di Sanremo, nella categoria Campioni, con la canzone Ti regalerò una rosa. Cristicchi ha affermato di aver trovato l’ispirazione per scrivere il brano nella cittadina di Girifalco, in Calabria, dove sorge un imponente manicomio. Dopo aver visitato la struttura, rimanendone molto colpito, il cantautore ha deciso di realizzare un viaggio per i centri di sanità mentale d’Italia, sintetizzando nel testo del brano (che consiste in una lettera immaginaria scritta da un malato psichiatrico alla donna amata) le storie raccontategli realmente dai pazienti degli istituti neurologici da lui visitati. Il brano mette d’accordo pubblico e addetti ai lavori, ricevendo, oltre al trofeo principale, il Premio della Critica ed il Premio della Sala Stampa Radio-TV Lucio Dalla, e viene inserito nel secondo album Dall’altra parte del cancello.

Nel 2024 ha pubblicato il quinto album in studio Dalle tenebre alla luce, il primo in oltre dieci anni. Ha poi fatto il suo ritorno sul palco dell’Ariston in occasione del Festival di Sanremo 2025. Il brano da lui presentato per l’occasione si intitola Quando sarai piccola. Per la serata delle cover, svolta nella data del 14 febbraio 2025, Cristicchi sceglie di cantare La cura, brano del 1996, di Franco Battiato, ancora una volta insieme ad Amara, sua compagna attuale. Nell’ultima serata del Festival, Cristicchi si aggiudica la 5ª posizione nella classifica, su un totale di 29 partecipanti.
E’ stato bello rincontrare Simone Cristicchi. E lo ringrazio per la sua umiltà, la sua professionalità, la sua sensibilità ed umanità. E’ un portatore incredibile di valori in cui crede. E questo lo rende un essere speciale.

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