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Martedì 15 Settembre 2026

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Maddalusa, dalla crisi dell’acqua a una nuova idea di sviluppo: «Basta tabù, serve una strategia per il futuro»

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Trasformare l’emergenza in un’occasione di rilancio. È questa la prospettiva indicata da Antonio Moscato, responsabile del Dipartimento Imprese di Fratelli d’Italia, che interviene sul caso Maddalusa proponendo di guardare alla zona non soltanto come a un’area da tutelare, ma anche come a una possibile risorsa strategica per lo sviluppo economico e turistico di Agrigento.

Per Moscato, la vicenda dell’approvvigionamento idrico che coinvolge le famiglie residenti nella zona balneare potrebbe diventare il punto di partenza per aprire una riflessione più ampia sul futuro di questo tratto di costa. Maddalusa, sottolinea, si trova a pochi chilometri dalla Valle dei Templi e potrebbe rappresentare, con una pianificazione adeguata e nel rispetto dei vincoli, uno degli elementi di una nuova strategia territoriale.

Il ragionamento parte dalla necessità di superare quello che viene definito un approccio immutabile alla perimetrazione dell’area. Secondo Moscato, discutere di eventuali modifiche dei confini e delle modalità di tutela non dovrebbe essere considerato un argomento proibito, soprattutto alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nel territorio e nelle tecniche di progettazione e costruzione.

Il punto, nella sua analisi, non sarebbe quello di mettere in discussione la tutela della Valle dei Templi, patrimonio di valore universale, ma di immaginare un rapporto diverso tra tutela del paesaggio e sviluppo sostenibile.

«Rispetto a quando si è giustamente intervenuti per proteggere il patrimonio archeologico dal cemento – sostiene Moscato – sono trascorsi decenni. Oggi disponiamo di strumenti e conoscenze che consentono di progettare interventi molto diversi rispetto al passato».

La questione, secondo il dirigente di FdI, riguarda anche lo stato attuale di Maddalusa. Una parte dell’area, osserva, verserebbe oggi in condizioni di degrado e manutenzione insufficiente. Il riferimento è soprattutto alla viabilità e agli spazi circostanti, dove non sarebbero infrequenti situazioni di abbandono di rifiuti.

Da qui l’idea di cambiare prospettiva: non considerare Maddalusa esclusivamente come un problema, ma come una possibile leva di sviluppo.

Una valorizzazione programmata, secondo Moscato, potrebbe favorire nuovi investimenti, creare occupazione e accrescere l’offerta turistica del territorio. Il tutto attraverso modelli di costruzione e progettazione capaci di ridurre l’impatto ambientale e inserirsi nel paesaggio.

Nel ragionamento entrano quindi concetti come bioedilizia, bioarchitettura e archeologia preventiva, strumenti che potrebbero consentire, secondo la proposta, di coniugare le esigenze della tutela con quelle dello sviluppo.

Moscato invita pertanto ad abbandonare contrapposizioni ideologiche e propone la costituzione di un tavolo tecnico e istituzionale al quale far partecipare gli assessorati competenti, la Soprintendenza, gli ordini professionali di ingegneri e architetti, le associazioni ambientaliste, gli operatori turistici, gli albergatori, gli imprenditori e le forze politiche.

L’obiettivo sarebbe quello di mettere attorno allo stesso tavolo competenze e sensibilità differenti per elaborare una visione condivisa sul futuro dell’area.

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«Occorre essere pionieri di una nuova visione», è il senso dell’appello di Moscato, che insiste sulla necessità di affrontare il tema senza pregiudizi, ma anche senza mettere in secondo piano la tutela del patrimonio paesaggistico e archeologico.

C’è però una questione che, secondo il responsabile del Dipartimento Imprese di FdI, non può attendere i tempi della pianificazione futura: l’acqua nelle case delle famiglie che vivono nella zona.

La prospettiva di una possibile riqualificazione di Maddalusa, infatti, non deve diventare un alibi per rinviare la soluzione dei problemi attuali. Al contrario, sostiene Moscato, occorre individuare rapidamente una soluzione che consenta ai residenti di avere accesso a un servizio essenziale.

Il tema diventa quindi anche una questione di diritti e di dignità. Per Moscato, le norme esistenti devono essere applicate, ma anche valutate alla luce delle situazioni concrete e, laddove necessario, modificate dal legislatore.

«Siamo ad Agrigento nel 2026 e non in un villaggio sperduto in un angolo remoto del mondo», osserva, richiamando la necessità di garantire alle famiglie condizioni di vita adeguate.

La sua riflessione si chiude con una provocazione: le norme non sono immutabili e possono essere modificate, integrate o abrogate quando non risultano più adeguate alle esigenze della comunità.

Una battuta che riassume il senso dell’intervento: anche nella città degli Dei, le leggi non sono state scolpite dagli Dei.

La proposta di Moscato apre così un confronto che va oltre la sola emergenza idrica. Da una parte la necessità immediata di garantire servizi essenziali a chi vive a Maddalusa; dall’altra la possibilità di interrogarsi sul futuro urbanistico, ambientale ed economico di un’area che, secondo il dirigente di Fratelli d’Italia, potrebbe diventare una delle nuove frontiere dello sviluppo turistico agrigentino.

Una sfida complessa, nella quale tutela e crescita dovranno necessariamente trovare un punto di equilibrio.