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Mercoledì 4 Novembre 2026

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One Health Sicilia 2026: ad Agrigento il confronto tra ricerca, istituzioni e professionisti

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Dalla salvaguardia del suolo alle infrastrutture verdi urbane, il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Agrigento, Gero Barbera, rilancia il ruolo delle competenze professionali nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile.

Mettere in rete il mondo della ricerca accademica, le istituzioni e i professionisti per affrontare, con una visione multidisciplinare e integrata, le grandi sfide ambientali ed ecologiche della Sicilia. È questo l’obiettivo di One Health Sicilia 2026, l’iniziativa che punta a promuovere un dialogo operativo tra competenze e realtà territoriali, con particolare attenzione alla gestione delle risorse idriche, alla depurazione, al monitoraggio delle matrici ambientali, alla tutela della biodiversità e al contrasto ai cambiamenti climatici.
Un percorso che trova il proprio fondamento nel principio One Health, secondo cui la salute umana è strettamente connessa a quella degli ecosistemi, degli animali e dell’ambiente in cui viviamo. Un approccio che chiama in causa responsabilità condivise e professionalità diverse, soprattutto in un territorio come quello siciliano, chiamato a confrontarsi con criticità ambientali che richiedono strategie concrete, pianificazione e capacità di intervento.
Il tema è stato al centro della conferenza One Health Sicilia 2026, svoltasi il 31 ottobre scorso presso l’Hotel della Valle di Agrigento, organizzata dall’Ordine dei Biologi della Sicilia con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Agrigento. Nel corso dell’incontro, il Presidente dell’ODAF agrigentino, Gero Barbera, ha sottolineato il contributo determinante che i Dottori Agronomi e i Dottori Forestali possono offrire nell’affrontare le trasformazioni ambientali, nella tutela del suolo e nella gestione sostenibile delle risorse naturali, evidenziando come queste competenze rappresentino una componente essenziale di qualsiasi strategia orientata alla salute e al benessere delle comunità.
«Non esiste tutela della salute senza tutela dell’ambiente e non esiste sviluppo sostenibile senza una gestione responsabile del territorio. Investire nelle competenze significa investire nella prevenzione, nella sicurezza e nella salute delle persone», ha dichiarato Barbera, richiamando il valore della multidisciplinarità e della collaborazione tra professionisti, ciascuno chiamato a contribuire con le proprie specifiche conoscenze.
Tra le questioni affrontate, particolare rilievo è stato attribuito alla tutela del suolo, considerato non semplicemente una superficie da utilizzare, ma un vero e proprio ecosistema, indispensabile per la biodiversità, la disponibilità delle risorse idriche e la salute umana. Barbera ha richiamato la necessità di contrastarne il consumo e il degrado, ricordando come la salvaguardia del suolo sia strettamente legata anche alla sicurezza alimentare e alla capacità dei territori di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Un altro tema centrale ha riguardato il ripensamento delle città e il ruolo delle infrastrutture verdi urbane. Secondo il Presidente dell’Ordine, occorre superare definitivamente la concezione del verde come semplice elemento ornamentale, riconoscendogli invece una funzione strutturale nella progettazione urbanistica. Alberature, parchi e spazi verdi devono essere considerati vere e proprie infrastrutture ecosistemiche, capaci di contribuire alla qualità ambientale, alla vivibilità dei centri abitati e al benessere collettivo. In questa prospettiva, Barbera ha ribadito che il contributo dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali non può essere relegato a un ruolo marginale o meramente consultivo, ma deve diventare parte integrante dei processi decisionali e progettuali che riguardano il futuro delle città.
Il Presidente ha inoltre posto l’accento sulla necessità di valorizzare maggiormente le competenze professionali degli iscritti all’Ordine, promuovendo una più ampia consapevolezza del contributo che queste figure possono mettere a disposizione della collettività. Dalla definizione delle politiche ambientali alla pianificazione territoriale, fino alla progettazione degli spazi urbani, i Dottori Agronomi e i Dottori Forestali rappresentano infatti interlocutori qualificati per le istituzioni e per tutti i soggetti impegnati nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibile.
In questo scenario, One Health Sicilia si propone come un’importante occasione per rafforzare la collaborazione tra ricerca, amministrazioni pubbliche e professionisti, favorendo il confronto e la condivisione di conoscenze indispensabili per trasformare le criticità ambientali in opportunità di intervento e innovazione. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una visione comune, nella quale la protezione delle risorse naturali, la sicurezza del territorio e la salute delle persone diventino priorità inscindibili.
Un messaggio che, secondo Barbera, deve tradursi in una maggiore integrazione delle competenze nei processi di programmazione e nelle politiche territoriali. Perché la sostenibilità non può rimanere un principio astratto, ma deve diventare una scelta concreta, sostenuta dalla conoscenza scientifica, dalla professionalità e dalla capacità delle istituzioni di lavorare in sinergia. È proprio in questa alleanza tra sapere, responsabilità e azione che si gioca una parte importante del futuro ambientale e sociale della Sicilia.

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