Pesca e giacimenti di gas: il Tar dà ragione ai pescatori, via libera alle misure compensative per l’area tra Licata e Gela
Una vittoria importante per il mondo della pesca siciliana arriva dal Tribunale amministrativo regionale. Il Tar ha accolto il ricorso di tre cooperative di pescatori che operano nel tratto di mare compreso tra Licata e Gela, riconoscendo loro il diritto a ricevere le misure compensative previste a seguito dell’avvio del progetto di estrazione di gas “Argo Cassiopea”, gestito da Eni.
La controversia era nata dopo che la Regione Siciliana aveva rigettato le richieste di indennizzo presentate dalle tre società, sostenendo che le domande fossero state presentate oltre i termini stabiliti. Un diniego che aveva lasciato senza sostegno economico i pescatori costretti a ridurre la propria attività — e dunque i propri guadagni — a causa delle limitazioni imposte nell’area interessata dai nuovi giacimenti di gas scoperti al largo delle coste.
I titolari dei pescherecci, assistiti dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Danilo Conti, hanno contestato la decisione regionale davanti ai giudici amministrativi, sostenendo che le comunicazioni fornite dalla Regione in merito alle tempistiche e alle modalità per presentare la domanda fossero poco chiare. Il Tar ha dato loro ragione, stabilendo che, in assenza di comunicazioni inequivocabili, non si può considerare scaduto il termine per l’inoltro delle richieste.
La sentenza apre ora la strada all’erogazione di circa 5,5 milioni di euro complessivi, fondi destinati proprio a compensare l’impatto economico subito dai pescatori a causa delle attività industriali in mare.





















