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Mercoledì 14 Ottobre 2026

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Politica

Sessismo, Iacono (PD): “La Cassazione mette la parola fine: una vittoria definitiva per tutte le donne”

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“La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a un lungo e doloroso percorso. Il ricorso è stato integralmente rigettato e il responsabile – consigliere comunale e assessore del Comune di Santa Elisabetta – condannato anche al pagamento delle spese processuali. Dopo anni di battaglie legali, la giustizia si è pronunciata in via definitiva e inappellabile: l’odio, gli insulti sessisti e la denigrazione non sono libertà di opinione, ma atti di violenza che vengono puniti”.

Con queste parole la parlamentare PD Giovanna Iacono, annuncia la conclusione definitiva della complessa vicenda processuale che l’ha vista parte offesa. Un percorso lungo, che oggi trova il suo epilogo nel più alto grado di giudizio, blindando e confermando quanto già stabilito in primo e in secondo grado.

“Questa pronuncia della Suprema Corte – spiega la deputata dem – segna un traguardo che va ben oltre la mia persona, chiudendo definitivamente il cerchio. È una vittoria giudiziaria e culturale per tutte le donne che ogni giorno subiscono offese, commenti beceri, stereotipi degradanti e discriminazioni, specialmente quando scelgono di esporsi nella sfera pubblica e politica. La condanna definitiva, che fa ricadere sul colpevole anche il peso delle spese di giudizio, è un segnale tangibile e fortissimo: chi pensa di potersi accanire contro le donne con violenza verbale sessista ne paga le conseguenze fino in fondo”.

La sentenza rappresenta uno spartiacque fondamentale. “È l’ennesima dimostrazione che denunciare è l’unica strada e che le istituzioni sanno offrire una tutela reale contro la radicata mentalità maschilista e patriarcale. Per avermi accompagnata con professionalità, umanità e un’incredibile determinazione fino a questo traguardo finale, rinnovo il mio più profondo ringraziamento al mio legale, l’avvocato Giuseppe Barba”.

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La parlamentare rilancia, infine, il suo appello, reso ancora più forte dall’esito della Cassazione: “A tutte le donne dico: non lasciatevi intimidire. Non arretrate di un millimetro e non accettate mai come ‘normale’ ciò che vi ferisce. Siate libere di partecipare alla vita pubblica, di costruire e di difendere i vostri diritti. Io continuerò a portare questa battaglia in Parlamento, forte di una sentenza che oggi certifica, in via definitiva, che avevamo ragione noi e che non siamo sole”.