Voragine in via dei Fiumi, il nubifragio apre una nuova emergenza: strada chiusa e sopralluoghi
Una profonda voragine si è aperta in via dei Fiumi, alle spalle del Villaggio Mosè, come conseguenza dei fenomeni di forte intensità che hanno interessato Agrigento nella giornata di sabato. Il cedimento ha reso necessario chiudere temporaneamente la strada, in attesa degli accertamenti tecnici e degli interventi necessari per garantire la sicurezza.
Questa mattina nell’area interessata sono arrivati l’assessore comunale alla Protezione civile Maria Miccichè, che in questi giorni svolge anche le funzioni di sindaco facente funzioni in assenza di Michele Sodano, e il deputato regionale Ismaele La Vardera.
Al centro del sopralluogo le cause del cedimento, che potrebbe essere collegato a una importante perdita d’acqua presente proprio nella zona. Saranno tuttavia le verifiche tecniche a stabilire l’esatta origine del problema.
A rendere ancora più delicata la situazione è stato anche un episodio avvenuto nelle ore precedenti. Le transenne collocate per impedire il passaggio erano state rimosse e alcuni residenti avrebbero riaperto autonomamente la strada, nonostante la presenza della voragine. Le barriere sono state nuovamente posizionate per evitare il transito e scongiurare ulteriori rischi.
Nel frattempo è stato richiesto l’intervento di Aica. Soltanto dopo questa fase sarà possibile programmare la riparazione della condotta e, successivamente, il ripristino della sede stradale.
Il cedimento di via dei Fiumi si inserisce in un quadro più ampio di criticità che continua a interessare diverse zone della città dopo il violento nubifragio. Un’altra perdita d’acqua, già segnalata nelle scorse settimane, continua infatti a riversare una quantità consistente di acqua sulla carreggiata di viale Leonardo Sciascia.
Oltre allo spreco di una risorsa già particolarmente preziosa, le perdite prolungate possono provocare conseguenze sul terreno, favorendo fenomeni di erosione e aumentando il rischio di nuovi cedimenti della sede stradale.
Intanto prosegue la ricognizione dei danni provocati dal maltempo. In diversi punti della città restano ancora accumuli di fango e detriti, mentre la disponibilità limitata di uomini e mezzi rende più lento il lavoro di pulizia e messa in sicurezza delle strade.
L’amministrazione comunale sta valutando anche la possibilità di chiedere alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità. Prima, però, sarà necessario completare la ricognizione e quantificare economicamente i danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo.
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