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Agrigento, il nuovo Consiglio comunale prende forma: centrodestra avanti nei numeri, decisiva la forza delle liste

Con il primo turno delle amministrative si delinea il volto del prossimo Consiglio comunale di Agrigento, in attesa dell’esito del ballottaggio che vedrà contrapposti Michele Sodano e Dino Alonge. Se la corsa alla carica di sindaco resta aperta, il quadro politico dell’aula appare invece già fortemente orientato, con un centrodestra che si afferma come primo polo in termini di rappresentanza grazie al peso determinante delle liste e al meccanismo proporzionale.

Il sistema di attribuzione dei seggi, basato sul metodo D’Hondt, premia infatti in modo netto le forze organizzate sul territorio.

Il partito della premier si conferma comunque la prima singola formazione in città, con il 17,24% e cinque consiglieri eletti: Gerlando Piparo (885 preferenze), Pasquale Spataro (805), Costantino Ciulla (785), Simone Gramaglia (767) e Laura Vento (482).

Subito dietro si colloca Forza Italia, che porta in Consiglio quattro rappresentanti: Giovanni Civiltà (844 voti), Davide Cacciatore (626), Cristian Licata (580) e Geraldo Alongi (451). A questi si aggiungono i due eletti di Forza Azzurri, con Marcello Fattori, forte di 655 preferenze, e William Giacalone con 280.

Quattro seggi anche per la lista Popolari e Autonomisti – Grande Sicilia, espressione dell’area Mpa: entrano Marco Vullo (823 voti), Angelo Vaccarello (652), Ilaria Maria Settembrino (617) e Antonino “Nino” Amato (527).

Sul fronte del campo progressista, il risultato più significativo arriva da Controcorrente – Ismaele La Vardera, che conquista tre seggi con Giovanni Crosta (524), Elvira Mangione (489) e Maria Miccichè (477).

Torna in aula anche il Partito Democratico, che dopo una fase di assenza politica elegge Giampiero Carta (435 voti) e Sandro Fanara (430). Due seggi anche per la Democrazia Cristiana, con Giuseppe Salvatore Nocera (526) e Fabio Catani (332). La Lega ottiene invece un solo rappresentante, Alessia Cantone, eletta con 478 preferenze.

A completare la composizione dell’assemblea sarà infine il cosiddetto “sindaco perdente”, che entrerà di diritto in Consiglio comunale dopo il ballottaggio.

Il dato politico che si consolida è chiaro: indipendentemente dall’esito del secondo turno, la futura aula consiliare appare già sbilanciata verso le forze di centrodestra moderato, che grazie alla solidità delle liste e alla distribuzione dei consensi hanno costruito una maggioranza potenziale ben prima della scelta finale degli elettori sul nuovo sindaco.