Agrigento, inchiesta su luminarie di natale e parcheggio pluripiano: indagato ex Sindaco ed ex assessore
Nel mirino della Procura gli affidamenti per le luminarie natalizie e alcuni interventi al parcheggio pluripiano. Perquisizioni anche per l’ex assessore Patrizia Lisci e due imprenditori. Sequestrati e successivamente restituiti i telefoni cellulari dopo l’acquisizione dei dati.
L’ex sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, sarebbe finito al centro di un’indagine della Procura della Repubblica per le ipotesi di reato di corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente. L’attività investigativa punta a fare luce su alcune procedure di affidamento di lavori e servizi pubblici, con particolare riferimento all’installazione delle luminarie natalizie e a interventi eseguiti presso il parcheggio pluripiano della città.
I fatti oggetto degli accertamenti si collocherebbero in un arco temporale compreso tra dicembre 2024 e febbraio 2026. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, avrebbe preso avvio da un esposto, dal quale sarebbero scaturiti gli approfondimenti sulle modalità con cui sarebbero stati individuati gli operatori economici e assegnati gli incarichi.
Una parte dell’attenzione degli investigatori è rivolta agli allestimenti luminosi realizzati in occasione delle festività natalizie, destinati ad abbellire diverse zone del centro urbano e delle periferie. Sotto esame anche alcune opere relative al parcheggio pluripiano, sulle quali la magistratura intende verificare la regolarità delle procedure seguite.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori particolari sulle presunte anomalie contestate né il ruolo che sarebbe stato attribuito a ciascun indagato nell’ambito delle vicende esaminate.
Nei giorni scorsi sono state eseguite diverse perquisizioni. Oltre all’ex primo cittadino, i provvedimenti hanno riguardato Patrizia Lisci, già assessore comunale al Bilancio, e due imprenditori: il titolare di una società operante nel settore degli impianti tecnologici, e il titolare di un’impresa edile con sede a Villafrati.
Nel corso delle attività sono stati acquisiti i telefoni cellulari delle persone coinvolte, sottoposti all’estrazione dei dati ritenuti utili per gli accertamenti. Completate le operazioni tecniche, i dispositivi sono stati restituiti ai rispettivi proprietari.
L’indagine è tuttora in corso e dovrà chiarire la natura dei rapporti e delle procedure finite sotto la lente degli inquirenti. Per tutte le persone coinvolte resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le ipotesi contestate dovranno trovare eventuale conferma nel corso del procedimento.
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