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Consiglio comunale di Agrigento, Civiltà resta presidente: il voto certifica la frattura nel Centrodestra

Dopo una lunga giornata di confronti e mediazioni, il Consiglio comunale di Agrigento ha confermato Giovanni Civiltà alla guida dell’aula “Luigi Sollano”. L’esponente di Forza Italia è stato rieletto presidente al termine della seconda votazione, conquistando così il secondo mandato consecutivo alla presidenza dell’assemblea cittadina.

Su 23 consiglieri presenti, Civiltà ha ottenuto 10 preferenze, precedendo Gerlando Piparo, candidato di Fratelli d’Italia e recordman di voti alle ultime amministrative, fermatosi a quota 7. Quattro, invece, i consensi raccolti da Giampiero Carta, indicato dal Partito Democratico e sostenuto dall’area progressista vicina al sindaco.

L’esito del voto, oltre a confermare Civiltà nell’incarico già ricoperto nella precedente consiliatura, ha messo in evidenza le profonde divisioni all’interno del Centrodestra agrigentino. Le tensioni, emerse durante la campagna elettorale per le amministrative, sono infatti riaffiorate anche nella scelta del presidente del Consiglio, evidenziando una coalizione ancora lontana da una piena ricomposizione.

A sottolineare il malcontento è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Pasquale Spataro, che ha contestato la lettura di un voto unitario della coalizione. Secondo l’esponente meloniano, la rielezione di Civiltà sarebbe stata sostenuta esclusivamente da Forza Italia e Movimento per l’Autonomia, lasciando fuori Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana. Per questo motivo, ha sostenuto, il presidente rieletto non rappresenterebbe l’intero schieramento di Centrodestra.

Sulla stessa linea anche Costantino Ciulla, già assessore comunale di Fratelli d’Italia, che ha rivolto un duro affondo agli ormai ex alleati, avvertendo che le conseguenze politiche della spaccatura potrebbero estendersi ben oltre i confini cittadini.

Conclusa l’elezione del presidente, il Consiglio ha proceduto alla nomina dei vicepresidenti. A entrare nell’ufficio di presidenza sono stati Marco Vullo del Movimento per l’Autonomia, eletto con 10 voti, e Giuseppe Nocera della Democrazia Cristiana, che ha ottenuto 9 preferenze. È invece sfumata l’ipotesi di un’intesa trasversale che avrebbe consentito al Partito Democratico di entrare nell’organismo di presidenza: Giampiero Carta si è infatti fermato nuovamente a quattro voti. Il risultato finale conferma un quadro politico ancora caratterizzato da forti tensioni e nuovi equilibri tutti da costruire.