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Cupa, la CGIL scrive al Sindaco Firetto: “attrattività va mantenuta dentro un progetto”

polo universitario agrigentoCi rivolgiamo ad Ella, dopo aver sollecitato invano il Commissario Straordinario del Libero Consorzio, perché continuiamo a sostenere l’esigenza di un chiarimento circa il futuro del CUPA non solo per i permanenti problemi economici ma anche rispetto al ruolo che lo stesso deve avere nel nostro territorio“.

Lo scrivono in una lettera rivolta al Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, il segretario provinciale della CGIL di Agrigento, Massimo Raso, ed il RSU della CGIL Cupa, Matteo Lo Raso, che aggiungono:

Come dimostra la vicenda delle pre-iscrizioni al corso per “mediatori culturali” quando il CUPA riesce a proporre cose nuove torna a diventare “attraente”. Ma questa sua attrattività va mantenuta dentro un progetto dentro il quale sia possibile cogliere il dato della sua solidità e del suo futuro certo, solo per questa via possiamo sperare che da parte dei ragazzi e delle loro famiglie possa mantenersi il favore ad una iscrizione al CUPA“.

Ma questi elementi continuiamo a non registrarli, anzi registriamo fatti e circostanze che vanno in direzione contraria:

• La recente approvazione, da parte dell’ARS, di norme sui Consorzi Universitari, a nostro giudizio, ha dato un ulteriore colpo sul loro futuro regalando alle Università ed alle loro dinamiche la questione;
• L’irrigidimento del Commissario del Libero consorzio persino sulla questione dell’immobile dove opera il CUPA;
• La non risoluzione delle questioni attinenti ad un eventuale trasferimento dello stesso nella Via Atenea;
• Le stesse voci che vanno in direzione di un disimpegno del Presidente Armao in ragione di una sua probabile candidatura.

Sono tutte questioni che non ci lasciano tranquilli!

Per queste ragioni – continuano i due sindacalisti –, anche per il ruolo da Ella esercitato nella fase del passaggio dalla “gestione” Immordino a quella Armao ed il carico di aspettative positive che ha generato l’impegno del comune “capofila”, vorremmo avere un incontro con Ella per comprendere come gestire questa difficile fase della vita del CUPA che miri a salvaguardare non solo il futuro di chi vi lavora ma anche la prospettiva di una presenza universitaria nella nostra città ed un suo sempre più stretto legame con le ambizioni ed i bisogni di questa nostra terra“.

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