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Editoriali

E’ guerra a Parigi: oggi muore l’Europa

liberteQualche sparo agita la folla. La paura comincia a spargersi per la città sconvolta da altri attentati contemporanei.

Il tutto nella città della Rivoluzione Francese, della Repubblica, dove nacque la politica europea, uno dei luoghi dove si costruì l’attuale idea di europa: quello della pace, delle libertà e del progresso nelle terre con la storia più antica del mondo.
Inutile, per modo di dire, affermare che questi gesti rappresentano la morte dell’intelletto umana per la totale mancanza di rispetto per vite che nessuno più restituirà e che ancora peggio, hanno visto scorrere i loro ultimi istanti tra paura e disperazione.
Oggi muore l’Europa. Muore per l’incapacità di sapersi difendere davanti l’avanzata dello stato islamico. Muore per l’incapacità di unire l’Europa e l’America dimostrando la superficialità dei rapporti tra le cancellerie. Muore a causa del prevalere delle politiche imperialistiche sulla politica che fu fondamento primario dell’Europa:l’unità e la solidità. La Francia già questa mattina ha dato prova di sentimento nazionale rinunciando alle strumentalizzazioni pur di non impattare la compattezza dello stato francese.

Pur tuttavia, la cultura europea sarà turbata dalla paura di rivivere ancora gli stessi avvenimenti e quindi non sarà difficile adesso scorgere l’alba dei partiti di destra e delle chiusure delle frontiere come Front National o Noi con Salvini. Ciò causerà un ulteriore sfaldamento dei rapporti internazionali per la tendenza a sigillare i confini degli stati. Si allontaneranno probabilmente i poli delle potenze mondiali, ovvero Stati Uniti e Russia dando maggiore spazio al califfato di Al-Baghdadi. E se così non fosse, se anche qualche potenza prevalesse sui kamikaze del terrore, difficilmente si riuscirebbero a sanare i rapporti europei dovuti alla conseguente lotta per la conquista di grandi fette di mercato in quei territori.

Ovviamente questo non ce lo auguriamo, la storia ha dimostrato di essere imprevedibile perché entra in gioco anche il caso e la sua imprevedibilità. Sursum corda!

Flavio Principato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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