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Regioni ed Enti Locali

Emergenza Covid, grido d’allarme dai “Volontari di Strada”: salvaguardare gli operatori del volontariato

“Perché, a tutt’oggi, non è stata avviata una seria e capillare campagna di vaccinazione anti Covid a favore degli operatori del volontariato che, con spirito di sacrificio, ogni giorno, assistono centinaia di famiglie bisognose?”.
E’ il grido d’allarme lanciato dalla Presidente dei Volontari di Strada di Agrigento, Anna Marino, che ha preso carta e penna e scritto una incalzante lettera al Presidente della Repubblica, Mattarella, al Ministro della Salute, Speranza, al Presidente della Regione, Musumeci, al Sindaco di Agrigento, Miccichè e al Commissario Straordinario dell’Asp, Zappia.
Nella missiva, Anna Marino sottolinea come, anche a nome di altre associazioni, i volontari siano stati, fin dall’inizio della pandemia, sempre in prima linea, accanto alle persone in difficoltà. Un importante lavoro, anche in tandem con gli operatori sanitari, che ha consentito di affrontare periodi davvero drammatici e critici.
Eppure, a più di un mese dall’avvio della campagna di vaccinazione le Istituzioni preposte non hanno predisposto alcun piano per la somministrazione di dosi vaccinali dedicato e riservato agli operatori del volontariato. E questo non per dire, anche simbolicamente, grazie ai tanti volontari che, ogni giorno, con passione, dedicano parte del loro tempo in attività di volontariato, ma come tutela della salute e rispetto nell’essere, gratuitamente, a servizio dei meno fortunati.
Nella lettera, la presidente Anna Marino ricorda, inoltre, di avere chiesto, ufficialmente, di essere vaccinati contro il maledetto covid, ma a distanza di mesi, nessuna risposta è stata fornita. Nel programma degli aventi diritto alle priorità, i volontari sono invisibili, come le famiglie che assistono e di cui le istituzioni, spesso dimenticano. Il nostro ruolo, impegno ed amore verso il prossimo sottovalutato e svalutato in ogni suo aspetto. Eppure non chiediamo la luna, ma la tutela della salute ed il rispetto nell’essere, gratuitamente, a servizio dei meno fortunati.
La lettera si conclude con l’auspicio, la fiducia e la speranza di scuotere coscienze e burocrazia.

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