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Martedì 22 Settembre 2026

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Cronaca

Falso pedaggio autostradale, clicca sul link e gli svuotano il conto: pensionato raggirato per oltre 1.500 euro

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È bastato un semplice sms, apparentemente innocuo, per mettere in moto una truffa informatica che è costata a un pensionato agrigentino oltre 1.500 euro. Vittima del raggiro un uomo di 69 anni, finito nel mirino di una nuova tecnica di phishing che sfrutta falsi avvisi di mancato pagamento del pedaggio autostradale.

L’anziano ha ricevuto sul proprio cellulare un messaggio che sembrava provenire da una società che gestisce la rete autostradale. Nel testo gli veniva contestato il mancato pagamento di un pedaggio e gli veniva richiesto di regolarizzare la posizione per evitare ulteriori addebiti o provvedimenti.

La comunicazione è apparsa credibile anche perché, nei giorni precedenti, il 69enne aveva realmente percorso l’autostrada Catania-Messina, dove il transito prevede il pagamento del pedaggio ai caselli. Convinto di dover saldare una piccola somma, ha aperto il collegamento indicato nel messaggio.

Il link rimandava a una pagina web costruita per imitare fedelmente quella ufficiale della società autostradale. Qui veniva richiesto il versamento di appena 4 euro e l’inserimento dei dati della carta di credito per completare l’operazione.

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Solo successivamente l’uomo si è accorto di essere caduto nella trappola. Controllando il proprio conto corrente ha scoperto una serie di movimenti non autorizzati che, complessivamente, gli hanno sottratto oltre 1.500 euro.

Questa nuova variante della cosiddetta “truffa del falso pedaggio” si sta diffondendo con rapidità. I cybercriminali inviano sms con la richiesta di saldare presunti importi dovuti, facendo leva sul timore di sanzioni o altre conseguenze amministrative. Gli esperti raccomandano di non aprire mai i link ricevuti tramite messaggi di testo e di verificare eventuali comunicazioni collegandosi esclusivamente ai siti ufficiali. In caso di inserimento dei dati bancari su pagine sospette è fondamentale bloccare immediatamente la carta e contattare il proprio istituto di credito, oltre a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.