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Giovedì 5 Novembre 2026

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Cronaca

Favara, violenze sulla fidanzata e sui genitori di lei: spunta l’ipotesi revenge porn, sequestrato il cellulare

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Si allarga il quadro accusatorio nei confronti del ventiseienne di Favara arrestato nei giorni scorsi per una serie di presunte aggressioni ai danni della fidanzata e dei genitori di quest’ultima. Alle ipotesi di maltrattamenti, lesioni aggravate e atti persecutori si aggiunge adesso anche quella di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn.

Secondo gli investigatori, il giovane potrebbe aver pubblicato o trasmesso attraverso i social network alcuni filmati intimi della compagna senza il suo consenso. Per verificare questa circostanza, il pubblico ministero Denise Venturino, titolare del fascicolo, ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sul telefono cellulare dell’indagato. L’incarico è stato affidato a un consulente tecnico, chiamato ad analizzare il contenuto della memoria del dispositivo per individuare eventuali file e soprattutto tracce di invio o condivisione del materiale.

L’ulteriore contestazione si inserisce in un’inchiesta già caratterizzata da episodi di particolare violenza. Stando alla ricostruzione accusatoria, i comportamenti aggressivi nei confronti della fidanzata sarebbero iniziati lo scorso giugno, fino a raggiungere un’escalation nelle ultime settimane.

Gli episodi più gravi si sarebbero verificati al Villaggio Mosè. Il ventiseienne avrebbe raggiunto l’abitazione della compagna, poco più grande di lui, con il pretesto di discutere della loro relazione. L’incontro sarebbe però degenerato in un’aggressione, tanto da costringere la ragazza a rivolgersi ai sanitari dell’ospedale per le lesioni e i traumi riportati.

La situazione sarebbe precipitata ulteriormente il giorno seguente, quando a finire nel mirino del giovane sarebbero stati i genitori della ragazza, rispettivamente di 74 e 75 anni. I due pensionati sarebbero intervenuti per difendere la figlia, ma sarebbero stati colpiti più volte al volto e al corpo con un tirapugni. L’aggressore si sarebbe poi allontanato in automobile, lasciandoli feriti a terra.

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Dopo una prima denuncia in stato di libertà, gli ulteriori sviluppi investigativi hanno portato all’intervento degli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Agrigento. Il ventiseienne è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura, e si trova attualmente nella casa circondariale «Pasquale Di Lorenzo» di Agrigento.

L’analisi del telefono rappresenta ora un passaggio importante per verificare la fondatezza della nuova ipotesi investigativa e ricostruire l’eventuale circolazione dei contenuti intimi. Tutte le contestazioni dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza dell’indagato.

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