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Cronaca Inchieste Regioni ed Enti Locali

Licenziamento netturbini, Alongi (Iseda): “temo per la mia incolumità” – INTERVISTA

netturbiniParole di fuoco quelle dell’amministratore dell’Iseda, Giancarlo Alongi (in foto), sulla vicenda che vede il licenziamento dei 18 netturbini dopo l’acceso dibattito di questi ultimi giorni.

La riunione di ieri alla direzione territoriale del lavoro non è servita infatti a “salvaguardare” la posizione dei lavoratori “fatti fuori” dal bando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Una vicenda che ha visto anche l’interessamento da parte del Consiglio Comunale, con l’assessore all’ambiente Domenico Fontana pronto a prendere le difese del Comune affermando che la colpa dei licenziamenti è solo da attribuire alle ditte. “Le RT – dichiarava l’assessore in Consiglio Comunale – avrebbero dovuto conoscere il capitolato d’appalto e pertanto avrebbero la responsabilità di non avere contemplato nella loro offerta le somme del personale“. Per l’Assessore Fontana la responsabilità ricade dunque sulle imprese che hanno “sbagliato a fare i conti. Nella fattispecie su un ribasso di 1,8 milioni di euro, l’impresa oggi sostiene che per assumere le altre unità lavorative occorrono altri 1,5 milioni di euro. Non c’è altra spiegazione se non quella che l’impresa ha erroneamente sbagliato a fare i conti“.

Dichiarazioni che però non sono piaciute all’amministratore dell’Iseda, Giancarlo Alongi, che ha spiegato come si sta tentando di addossare colpe che le imprese non hanno.

Abbiamo voluto ascoltare direttamente dalla voce del responsabile dell’Iseda il suo punto di vista:

Dott. Alongi, il licenziamento dei netturbini nasce da un “errore” di valutazione sul bando delle imprese o vi è altro?

Avrei potuto giustificare la posizione dell’assessore Fontana e dei responsabili del Comune se non avessero partecipato a tutte le riunioni che si sono svolte in questi mesi per cercare di trovare una soluzione. La verità è stata più volte ribadita dal progettista del bando, l’ing. Bonuso, che ha redatto gli elaborati di gara. Ad una specifica domanda su come mai vi fosse una difformità fra le unità lavorative contemplate (142) e i fondi messi a disposizione che servivano a coprire solo 121 netturbini con quelle ore di lavoro, la risposta è stata netta ed inequivocabile: il Comune non aveva fondi necessari per coprire tutte le unità lavorative. Tengo comunque a precisare che si tratta di un bando redatto dalla precedente amministrazione, quando vi era il commissario straordinario.

La situazione era dunque a conoscenza del Comune?

Sia l’assessore Fontana, il sindaco, il segretario generale e i tecnici del Comune sono stati presenti a numerose riunioni nelle quali è stato evidenziato il problema. 

I fondi previsti nel capitolato relativo agli stipendi del personale dunque non basterebbero a coprire le 142 unità lavorative?

No. Per quelle ore di lavoro, il bando prevedeva una somma che matematicamente non era sufficiente a coprire le 142 unità. Di questo ne erano perfettamente a conoscenza tutti e ciononostante riportavano nel bando che dovevano essere impiegate 142 unità. Si tratta di fondi che la legge non sottopone a ribasso proprio perchè a garanzia del lavoratore. Non si spiega come il Comune possa pretendere ora di garantire tutte le unità lavorative, scaricando nei fatti l’intera responsabilità sulle imprese.

Si sente dunque “accusato” di una responsabilità che non le imprese non hanno?

Ho paura per la mia incolumità personale. Si sta cercando di far passare il messaggio che sia l’unico responsabile di questa situazione. Le imprese non possono che avere a cuore le sorti dei lavoratori e dispiace quando di mezzo ci siano intere famiglie che piangono. Rimango sorpreso da questo atteggiamento da parte di qualcuno che intende fomentare appositamente i lavoratori contro le imprese. Ripeto che le imprese non hanno assolutamente alcuna responsabilità rispetto a quanto accaduto. Abbiamo sempre cercato di salvaguardare le posizioni lavorative e a testimonianza di ciò ricordo come inizialmente dovevano essere 21 i lavoratori licenziati. Le imprese hanno fatto la loro parte riuscendo a salvare 3 posizioni lavorative. Delle 18 restanti, 4 siamo riusciti a non licenziarle e occuparle in altri cantieri grazie ad un accordo sindacale; questo è servito per evitare loro il licenziamento a partire dal 23 luglio.

Il Consiglio Comunale nell’ultima seduta ha stilato un documento per salvaguardare i netturbini, cosa ne pensa?

 – Stiamo già provvedendo a rispondere al documento per chiarire nei dettagli  tutta la vicenda. Diremo ai capigruppo consiliari la verità affinchè si possa, una volta e per tutte, dire le cose come stanno. E’ una falsità quello che sostiene qualcuno, ovvero che le imprese devono assumere. Ognuno deve fare la sua parte, ma vediamo dal Comune un atteggiamento che non lascia alcuno spiraglio, rispetto ad una situazione che le imprese non hanno creato.

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  1. giovanbattista perasso says:

    In tutta questa vicenda, nessuno spiega una cosa per me fondamentale. Queste unità lavorative, sono necessarie per assicurare la pulizia e il decoro della città (fino ad un paio di mesi fa erano in servizio, ma la pulizia e il decoro risultavano latitanti) o no? Se la risposta è negativa, questi unmilioneemezzo di euro chi li dovrebbe uscire? Perchè i colleghi più fortunati non hanno fatto quello che fanno altri lavoratori in questi casi, cioè un sacrificio di qualche ora per fare lavorare gli altri lavoratori? Non lo sanno che la popolazione non è più in grado di sopportare bollette ogni anno più pesanti e le attività imprenditoriali chiudono schiacciate da bollette astronomiche di smaltimento rifiuti?

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