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A Trapani circa 600 migranti: un decimo sono minori non accompagnati

Une centaine de personnes etaient entassees dans le bateau./Approximately 100 people were crammed into the boat.

In mattinata sbarcheranno nel porto di Trapani 578 migranti di cui SOS Mediterranee si è preso cura dal giorno del soccorso.

A bordo della nave sono presenti 111 migranti salvati dai soccorritori di SOS Mediterranee e 467 trasbordati da una nave della Marina Militare italiana. I soccorsi sono avvenuti martedì durante una intensa attività di migrazione nel Mar Mediterraneo. Il primo soccorso è avvenuto la mattina del 28, mentre le unità navali del dispositivo EunavforMed operavano altri salvataggi. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno sono state trasbordate su nave Aquarius, come richiesto dalla Centrale Operativa delle Capitanerie di Porto, 81 persone e a seguire altre 118 e successivamente ulteriori 268 per un totale di 467 persone affidate alla Ong dalla Marina Militare. Al termine del trasbordo SOS Mediterranee ha ricevuto disposizioni dalla stessa Centrale Operativa per condurre le persone salvate nel porto siciliano di Trapani.

Tra i migranti a bordo di nave Aquarius risultano ben 62 minori non accompagnati. Più del 10% del numero complessivo di migranti. Singolare anche il numero di nigeriani: 420 su 578. Circa il 73% di essi proviene da un Paese attualmente dilaniato da conflitti interni e dal dilagante Boko Haram. Quest’ultima, organizzazione criminale priva di scrupoli, sarebbe la causa principale della migrazione di giovani nigeriani.

Come testimoniato da una coppia di sorelline a cui sarebbero stati uccisi entrambi i genitori, l’unica via per la salvezza da Boko Haram sarebbe appunto quella di lasciare il paese come loro dichiarano di aver fatto. Sui 79 minori a bordo della Aquarius ben 63 risultano senza genitori o parenti adulti. Oltre alla massiccia componente nigeriana, risultano sempre in notevole percentuale cittadini del Mali, del Ghana, del Gambia e della Costa d’Avorio. I dati statistici sulle nazionalità di provenienza evidenziano i Paesi attualmente esposti a grave rischio umanitario.

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