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Mercoledì 28 Ottobre 2026

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Cronaca

Agrigento, carte d’identità elettroniche senza microchip: tre giovani denunciati

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L’anomalia è emersa durante alcuni controlli stradali effettuati da carabinieri e polizia. I documenti sono stati sequestrati e sono in corso verifiche per chiarire le ragioni della manomissione.

Un dettaglio insolito sulle carte d’identità ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine durante alcuni controlli stradali nell’Agrigentino. Tre giovani, tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono stati denunciati alla Procura dopo che gli operatori hanno riscontrato l’assenza del microchip elettronico sui documenti esibiti per l’identificazione.

A rilevare l’anomalia sono stati i carabinieri del Nucleo Radiomobile e gli agenti della sezione Volanti, impegnati nelle ordinarie attività di controllo del territorio. Quando i tre hanno consegnato le rispettive carte d’identità elettroniche, i militari e i poliziotti hanno notato che il componente integrato nelle tessere era stato rimosso.

La vicenda ha fatto scattare gli approfondimenti investigativi. Nei confronti dei giovani vengono ipotizzati i reati di uso di atto falso, falsità in documenti informatici e falsa attestazione sulla propria identità. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione d’innocenza.

Il microchip rappresenta una componente fondamentale della carta d’identità elettronica, poiché consente la conservazione e la verifica digitale di informazioni relative al titolare, comprese quelle necessarie ai controlli di autenticità. La sua rimozione costituisce una manomissione materiale del documento e può comprometterne le funzionalità elettroniche.

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Le tre tessere sono state sequestrate e messe a disposizione degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire le circostanze e le ragioni dell’intervento sui documenti. Tra le ipotesi al vaglio c’è la possibilità che l’alterazione fosse finalizzata a eludere determinati sistemi di verifica automatizzata.

Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se dietro la rimozione dei microchip vi fosse un obiettivo ulteriore, compresa l’eventuale destinazione dei componenti a utilizzi illeciti. Al momento, tuttavia, non risultano accertate né le finalità della manomissione né eventuali collegamenti tra i tre casi.

Le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto e definire le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.

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