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Italia

C’era una volta una vita: Dio, la scienza e la conoscenza

C’era una volta una vita, fatta di sorrisi genuini, di una pacca sulle spalle, di un “come stai?”, di un invito, un momento di semplice convivialità, di piccole speranze, andate in fumo; lo stesso, che usciva da quei pertugi di campi di concentramento, senza speranza, quasi senza uscita.
Quante vittime ha seminato in quel campo di esistenza, che ci appare quasi lontano, tetro, quasi come un ricordo, bare senza nomi, private di dignità. Luci spente, case deserte, silenzi assordanti in quei quartieri lasciati alla deriva, per la paura di potersi ammalare. Saluti lontani, senza poter salutare i propri cari, spogliati financo dell’umanità e dell’affetto. Ombre di vite mute, che camminano distanziati gli uni dagli altri, vestiti di una paura sconosciuta, intimoriti dalle sagome che camminano sul trapezio incerto di un futuro che non ha forma o colore, che volto avrà? Se indosserà anch’esso quella maschera che ha tolto i lineamenti umani ad ogni uomo, privati di ogni identità.
Ciò che denuncio è il terrorismo psicologico che certi medi stanno facendo negli ultimi anni: le svariate notizie che circolano attraverso alcune testate giornalistiche confondono le menti dei più fragili.
Coprirsi i volti non basta, dovremmo vestirci maggiormente di responsabilità. Mi ritornano in mente i momenti gioiosi vissuti: bastava una stanza adornata dall’odore di latte e biscotti per essere sereni, impregnata dall’olezzo del mare che riusciva a filtrare attraverso le finestre delle nostre abitazioni; era tutto più semplice, persino “vivere”, lo era.
Adesso ci dividiamo in due fazioni: i soggetti che supportano i vaccini e i novax, ma dinanzi alla vita non ci si può rifiutare di “tentare di sopravvivere”, perchè di questo si tratta. I danni emotivi non sono indifferenti, pari a quelli fisici.
Non abbiamo il potere di annientarlo, ma, abbiamo la coscienza e la conoscenza delle cose, le precauzioni potrebbero salvare molte vite: evitare assembramenti, evitare cerimonie con innumerevoli soggetti dei quali poco conosciamo, evitare le folle.
Purtroppo le restrizioni sono devastanti a livello psichico, ma non vi è scelta, siamo costretti a vivere in un labirinto, sperando di trovare l’uscita che ci conduca ad una vita sana.

Che la scienza e la fede possano entrambi unirsi, dandoci almeno uno scorcio di quella agognata libertà. VACCINIAMOCII! Questo è il mio invito e persistete nella fede, pregando incessantemente. Ad maiora semper. Non sottovalutate la potenza della preghiera, per esperienza, posso comunicarvi che è un mezzo potente quanto la medicina!

Valentina Veziani

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