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Regioni ed Enti Locali

Convegno “Ottobrando”: uno spunto di riflessione sul turismo e sull’agricoltura in Sicilia

Il convegno è stata l’occasione per riflettere sui difetti e limiti del nostro mercato del lavoro.

Al di là del dibattito attuale sulla possibilità di rilanciare i centri per l’impiego da tutti i relatori considerati, soprattutto in sicilia, non all’altezza dei compiti, l’attenzione è stata posta su come migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Nonostante la debolezza dell’economia siciliana, esiste un paradosso come evidenziato dal ricercatore Piero David. In presenza di una domanda in settori comunque trainanti, come turismo, agricoltura e servizi alla persona, molto spesso i datori di lavoro fanno fatica a trovare le competenze adeguate. Serve come ha sottolineato il Direttore generale di Assolavoro Agostino Di Maio un più stretto rapporto tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Due realtà per anni rimaste separate e sempre più autoreferenziali. Il Presidente di Forma.temp, Francesco Verbaro,ha spiegato l’utilità del modello della bilateralità che puó essere virtuoso e rispondere meglio alle esigenze delle imprese. Mancano competenze tecniche, proprio in agricoltura, nell’agrotecnico e nel turismo e ricezione, e mancano altresì le competenze trasversali, “soft skills”, come capacita di comunicare, lingue, alfabetizzazione informatica avanzata, disponibilità, flessibilità, puntualità, gestire i conflitti, etc.

Continua Francesco Verbaro, c’è un problema di mismatch, ma c’e un rischio di “incompetenza” generalizzata anche per la scarsa qualità degli enti, delle università, degli istituti tecnici superiori e dei loro docenti. Questo favorisce da un lato l’emigrazione intellettuale da un lato e il paradosso di cercare capitale umano all’estero pur con una disoccupazione giovanile ed un numero di Neet tra i più alti d’Europa.

L’ex sottosegretario Castiglione ha evidenziato come gran parte delle professionalità altamente qualificate domandate dal boom del vino e dell’agricoltura siciliane non si trovano in Sicilia e occorre farle venire dal Veneto e dalla Toscana. Il paradosso del mercato del lavoro siciliano. Occorre investire in formazione di eccellenza, ha ribadito l’ex on. Castigione, altrimenti favoriremo l’ulteriore desertificazione della Sicilia. Con il rischio che le imprese non potranno aprire in Sicilia, non solo per la mancanza di frastrutture materiali, ma per la mancanza di capitale umano qualificato. Questo il grido di allarme che proviene dal convegno e rivolto all’assessore Lagalla.

Ha concluso l’assessore Bernadette Grasso che ha rappresentato come il settore pubblico, in tutte le sue articolazioni, costituisce un freno e non aiuta neanche il settore del mercato del lavoro, anzi.
Il pubblico deve fare poche cose, essenziali e bene. Assicurare le infrastrutture e incentivare i servizi di qualità. Il problema non sono le risorse, ma la capacità gestionale che negli anni si è ridotta, giungendo ad una situazione di paralisi. Basti vedere la performace sull’utilizzo dei fondi UE, che dalla prossima programmazione diminuiranno e verranno gestiti in maniera centralizzata.
Più che i centri per l’impiego sono gli enti di formazione, ben orientati a poter assicurare l’occupazione e la ricollocazione.

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