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Unione Europea

Cosa potrebbe accadere in caso di “Frexit”

europa immigrazioneSolo qualche mese fa in Europa non si parlava di altro che dei disastri economici che Brexit avrebbe potuto provocare, ma ora a distanza di poco meno di un anno, per la precisione ad aprile quando in Francia ci saranno le elezioni presidenziali, lo spettro di una Brexit 2 si ripresenta in Europa.

Questa volta potrebbe accadere ai francesi, infatti qualora Marine Le Pen, candidato del Front National, dovesse vincere le elezioni si potrebbe procedere con la Frexit, ovvero l’uscita della Francia dall’Unione Europea e dall’euro. Naturalmente prima che ciò avvenga realmente sarà necessario un referendum popolare e un via libera delle camere, ma dopo l’elezione di Donald Trump e la vittoria di Nigel Farage ormai non ci stupisce più niente.

Ma cosa potrebbe accadere se realmente anche la Francia dovesse uscire dall’Europa?
Definire realmente l’impatto finanziario che la Frexit potrebbe avere sull’ Europa e sul mondo è quasi pressoché impossibile, una delle più grandi economie europee “abbandonerebbe la nave” e questo tradotto in termini semplici significherebbe solamente una tempesta finanziaria globale. La Francia diverrebbe (come sta accadendo in parte anche all’Inghilterra) solo un luogo da cui fuggire e di conseguenza altri mercati azionari avrebbero la meglio. Le quotazioni in borse come quella di Hong Kong e Tokyo, solo per citarne alcune tra quelle estere, salirebbero notevolmente e la Germania rafforzerebbe invece ancor di più il suo potere economico in Europa restando uno (o forse l’unico) tra i pochi porti sicuri su cui investire. Frexit aprirebbe ad un lungo periodo di incertezza che sommato a Brexit si traduce in nuove barriere commerciali e nuove fughe all’estero delle aziende e degli investimenti e di conseguenza un aumento della disoccupazione.

La rottura dell’Eurozona potrebbe apportare il decadimento di accordi commerciali tra Francia, UE e partner mondiali con un enorme impatto su settori importanti che fatturano miliardi di euro come quello automobilistico, alimentare (e del vino) ma anche altri meno noti come quello del poker online. A proposito di quest’ultimo, infatti, proprio la Francia è stato uno dei primi paesi in Europa ad aver approvato in Senato in via definitiva il progetto di “legge digitale”, che contiene al suo interno le disposizioni per la liquidità condivisa tra i maggiori siti di poker online. L’uscita della Francia dall’ Europa potrebbe provocare in questo caso un decadimento degli accordi di legge, in cui si ritroverebbero coinvolti solo Italia, Spagna e Portogallo che perderebbero un valido alleato non solo in termini economici ma in termini di quantità di giocatori, i quali diminuirebbero drasticamente.

Se questi e altri tipi di accordi decadono gli investitori fuggono e il debito pubblico aumenta causando come conseguenza un innalzamento dello spread Francia-Germania (ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli decennali francesi e quelli tedeschi). Proprio a causa della politica “no euro” di Marine Le Pen lo spread negli ultimi mesi è già salito ai massimi storici (72 punti base) anche se grazie ai sondaggi che danno Emmanuel Macron vincente è calato di oltre 4 punti.

Con il commercio e l’occupazione a mezz’asta anche la crescita del PIL potrebbe essere ridotta. Secondo le stime si perderebbero milioni di euro l’anno proprio a causa di una riduzione di import ed export dovuti ad una ipotetica reintroduzione del franco, all’abbandono di Schengen e ad una chiusura dei mercati, senza dimenticare la possibilità di una tassa del 3% sulle importazioni che scoraggerebbe gli altri stati membri e non ad avere rapporti commerciali con la Francia.
Attualmente il rapporto tra debito pubblico e PIL pari al 96% suggerisce che il paese ha bisogno dell’UE e viceversa dato che la Francia è il maggior produttore di energia nucleare dell’Unione (con una quota del 51%) e gioca un ruolo fondamentale nel sostenere la moneta unica.

Lo scenario è quindi abbastanza catastrofico, un abbandono dell’euro avrebbe ricadute significative sull’unione economica e monetaria nel suo insieme e l’ Europa sarebbe in serio pericolo. Fortunatamente si tratta di uno scenario tutto da verificare ma tuttavia sempre possibile e ne frattempo gli europeisti francesi e non, cominciano a tremare.

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