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Covid-19 e app di tracciamento: i dati fanno gola al crimine – VIDEO

E’ stata scaricata oltre 55mila volte e tanti occhi nel Regno Unito sono puntati su di lei. E’ l’app di tracciamento contro il coronavirus NHSX che il governo britannico sta testando nell’Isola di Wight in questi giorni.

Funziona con il bluetooth, in sintesi ti avverte se entri in contatto con un positivo. Perché sia efficace il 60% della popolazione deve usarla. Si fideranno i britannici? Alcuni esperti di cybersicurezza hanno espresso dubbi sull’efficacia dell’applicazione in materia di tutela della privacy.

Il punto debole sarebbe la raccolta centralizzata dei dati e anche la commissione parlamentare diritti umani ha allertato il governo “così non può essere diffusa a livello nazionale”.

Jake Moore, specialista della sicurezza informatica di ESET UK, sottolinea che si sta esaminando un possibile futuro scandalo Cambridge Analytica che potrebbe verificarsi con la raccolta di tutti questi dati. “Non vogliamo che ciò accada ovviamente e quindi si pensa a un altro modo di raccogliere informazioni: l’approccio decentralizzato che mantiene i dati lontani da una rete centrale e sul dispositivo stesso. Tuttavia l’approccio centralizzato è migliore per tracciare e seguire le persone per questo si tenta di usarlo, è un vero dilemma per coloro che hanno a cuore la sicurezza “, aggiunge. Dati rubati, quanto costa il riscatto? Sicurezza è una parola chiave, i confini del dilemma infatti vanno ben oltre la privacy: possedere i dati infatti è potere e se questi non sono al sicuro in una cassaforte blindata, chiunque abbia conferito le informazioni, in questo caso ogni singolo cittadino, potrebbe essere esposto a un rischio, ad esempio di riscatto.

“Questi dati saranno ricercati dai gruppi criminali di tutto il mondo che si impegnano per averli – dice Jake Moore – Ci sono gruppi criminali interessati solo farsi notare, ma ci sono anche quelli che potrebbero cercare di estorcere alle persone un riscatto. Quindi questi dati verranno archiviati su un server del Regno Unito, fortemente salvaguardati. Non vogliono che nessuno ci entri ma ovviamente ci proveranno! ” In una dichiarazione, il governo afferma che la sicurezza e la privacy sono state una priorità in tutte le fasi dello sviluppo dell’app e che tutti i dati raccolti saranno resi anonimi. Nonostante questo l’app solleva parecchi dubbi e sembra ancora lontano il momento in cui arriverà il sì a diffonderla a livello nazionale.

fonte euronews