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Domenica 13 Settembre 2026

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Cronaca

Favara, truffa del falso maresciallo: donna di 47 anni consegna soldi e oro ai malviventi

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Cambiano le vittime, ma il metodo resta sempre lo stesso. A Favara torna l’allarme per le truffe messe a segno con la tecnica del falso appartenente alle forze dell’ordine. Questa volta nel mirino è finita una donna di 47 anni, caduta nella rete di un raggiro costruito con una telefonata e una storia studiata per seminare paura.

A contattarla sarebbe stato un uomo che si è presentato come un maresciallo dei carabinieri. Con tono fermo e rassicurante, il falso militare le avrebbe raccontato che un’auto intestata alla donna sarebbe stata utilizzata per compiere una rapina. Una circostanza apparentemente gravissima, accompagnata dalla necessità, secondo il truffatore, di effettuare verifiche urgenti.

La richiesta è stata quindi formulata con estrema chiarezza: mettere insieme denaro e oggetti preziosi, che sarebbero serviti per i presunti accertamenti. La vittima, terrorizzata dalla prospettiva di essere coinvolta in un’indagine, avrebbe seguito le indicazioni ricevute.

Poco dopo, qualcuno si sarebbe presentato nei pressi della sua abitazione per ritirare il bottino. La donna ha consegnato soldi e oro, senza rendersi conto di essere stata ingannata.

La consapevolezza del raggiro è arrivata soltanto successivamente. A quel punto la 47enne si è recata alla Tenenza dei carabinieri di Favara, rivolgendosi finalmente ai militari veri e raccontando quanto accaduto.

Sono così scattate le indagini per identificare i responsabili e ricostruire le modalità della truffa. Gli investigatori potranno contare anche sulle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, anche se la copertura dell’area non sarebbe completa.

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La vicenda arriva a pochi giorni di distanza da un altro tentativo di raggiro, sempre a Favara, caratterizzato da uno schema praticamente identico.

Questa volta nel mirino era finita una pensionata di 75 anni. A telefonarle erano stati, secondo quanto ricostruito, un falso finanziere e un sedicente avvocato. Anche in quel caso la storia raccontata alla vittima riguardava un’auto: quella del marito ormai deceduto, che sarebbe stata utilizzata per una rapina.

Anche alla pensionata era stato chiesto di preparare denaro e gioielli per un presunto controllo. Ma la donna, insospettita da alcuni particolari della telefonata, non ha abboccato.

Ha chiuso a chiave la porta di casa e ha chiamato immediatamente i carabinieri, facendo saltare il piano dei truffatori.

Due episodi ravvicinati che ripropongono l’emergenza delle truffe ai danni soprattutto delle persone più vulnerabili. Il consiglio degli investigatori resta quello di sempre: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede a domicilio denaro, gioielli o altri beni di valore per effettuare controlli o evitare conseguenze giudiziarie. In caso di telefonate sospette, la cosa più sicura è interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.

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