Furto al Villaggio Mosè, sparisce una cassaforte con 4.500 euro: nessun segno di scasso
Nel mirino dei ladri la casa di un pensionato di 76 anni. I carabinieri esaminano le tracce raccolte nell’abitazione e le immagini delle telecamere: possibile un collegamento con il colpo da 100 mila euro messo a segno a San Leone.
Un’intera cassaforte sottratta da un’abitazione, con all’interno 4.500 euro in contanti, senza lasciare evidenti segni di effrazione. È il bottino di un furto avvenuto al Villaggio Mosè, ad Agrigento, dove i ladri hanno preso di mira la casa di un pensionato di 76 anni, approfittando della sua temporanea assenza.
La scoperta è stata fatta dal proprietario al momento del rientro. Accortosi della sparizione della cassaforte e dell’accaduto, l’uomo si è rivolto ai carabinieri per denunciare il furto. Proprio le condizioni degli accessi all’immobile, apparentemente intatti, rappresentano uno degli elementi sui quali si concentrano gli accertamenti.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella dell’impiego di strumenti capaci di aprire determinate serrature senza provocare danni visibili. In particolare, viene presa in considerazione la possibile utilizzazione della cosiddetta “chiave bulgara”, un dispositivo che, in specifiche condizioni, può consentire di manipolare alcuni meccanismi di chiusura. Si tratta, al momento, di una pista investigativa che dovrà trovare conferma attraverso gli accertamenti.
Sul luogo del furto sono intervenuti i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento, affiancati dagli specialisti della Scientifica. I rilievi sono stati eseguiti per individuare eventuali impronte, tracce biologiche o altri elementi utili a ricostruire le modalità dell’intrusione e risalire agli autori. Al vaglio anche le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire indicazioni sui movimenti sospetti prima e dopo il colpo.
Per il pensionato il danno economico non risulta coperto da assicurazione, circostanza che rende ancora più pesanti le conseguenze del furto.
L’episodio riporta l’attenzione su un’altra incursione di consistente entità registrata nei giorni scorsi nell’Agrigentino. A San Leone, infatti, ignoti avevano sottratto gioielli e preziosi dall’abitazione di un impiegato, per un valore stimato intorno ai 100 mila euro. Anche in quel caso non erano stati rilevati evidenti segni di forzatura.
Le somiglianze nelle modalità operative e la vicinanza temporale tra i due episodi hanno spinto gli investigatori a verificare l’eventuale esistenza di un collegamento. Non è escluso che possa trattarsi di una stessa banda, composta da persone con una particolare abilità nell’apertura delle serrature, ma ogni possibile responsabilità resta da accertare.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di identificare i responsabili del colpo al Villaggio Mosè e chiarire se i due furti siano riconducibili a un’unica organizzazione.
Altre notizie da Agrigento





