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Gli alunni del “Saetta e Livatino” di Ravanusa, mettono in scena Catullo in dialetto siculo

catullo1Con gli spettacoli all’Auditorium di Campobello di Licata e di Ravanusa, si è concluso il progetto “La poesia musicata, la musica raccontata- Catullo in Sicilia – Ti disìu e ti schifìu”.

Un’iniziativa rivolta agli alunni delle classi terze e quarte del Liceo Scientifico e delle Scienze Umano di Ravanusa.

I discenti dell’istituto diretto dalla Professoressa Adriana Letizia Mandracchia, sotto la sapiente guida dei professori Carmelo Corbo e Maria Grazia Intorre, hanno espresso, attraverso la musica, il canto e la recitazione, le analogie tra le lingue classiche e le attuali.

Il suggestivo titolo, “Ti disìu e ti schifiu”, è la traduzione siciliana del più celebre verso catulliano: “Odi et amo” che è stato scelto come valido strumento per avvicinare gli alunni alla cultura classica, grazie anche all’eccezionale lavoro dei fratelli Salvatore e Cesare Lo Leggio, i quali hanno tradotto in siciliano e musicato i carmi più rappresentativi di Catullo, poeta antico ma sempre attuale, profondamente amato dai giovani per la sua sensibilità d’animo, permettendo l’accesso diretto ai testi e rendendo in maniera unica l’espressività linguistica di Catullo, senza snaturare le peculiarità stilistiche del poeta latino.

Un progetto che ha entusiasmato, ed ha stimolato la parte creativa ma anche formativa degli alunni del liceo di Ravanusa che hanno avuto modo sviluppare le adeguate conoscenze, ma soprattutto le competenze necessarie per allestire lo stesso spettacolo.

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