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Licata, torture a disabili: la cattiveria umana e l’indifferenza collettiva

Sono gravi le accuse gravi ipotizzate nei confronti dei tre giovani licatesi considerati responsabili di minacce, violenze e sevizie sadiche ai danni di malcapitati disabili.

Una violenza terribile perpetrata nei confronti di persone con disabilità psicofisica e filmata dagli stessi che la pubblicavano sui social network.

Il motivo non è dato saperlo, se non quello di una società che va sempre più alla deriva se pensiamo che i probabili autori del gesto sono ragazzi. Gesti e violenze che servivano per il sol gusto di schernire soggetti con difficoltà. L’operazione di ieri dei militari dell’Arma dei Carabinieri ha permesso di rintracciare i presunti autori: A.C. classe 1994, G.S. classe 1997 e A.M.S. classe 1984, condotti presso la Casa Circondariale di Agrigento dove rimarranno a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Un’attività, quella perpetrata a danno delle vittime, che è rimasta nell’indifferenza collettiva. In un video – come riferito nel corso della conferenza stampa tenuta ieri al Comando provinciale dei Carabinieri – si denota l’indifferenza dei passanti alla richiesta di aiuto di una delle vittime, rimasta per terra senza che qualcuno prestasse il dovuto aiuto o chiamasse gli uomini delle Forze dell’Ordine.

Giovani disabili con difficoltà scherniti e “utilizzati” come veri e propri oggetti. Gioco, divertimento? Il tutto probabilmente – come affermato dal comandante provinciale dell’Arma – per la ricerca di un like sui social. E se il mondo ha cercato di unirsi in un momento storico di grande difficoltà, sono questi i gesti che ci fanno ripiombare in una cruda realtà dove l’essere umano è capace di azioni a volte incomprensibili.

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