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Lavoro

Mettersi in proprio: quando non è una buona idea aprire un’attività con un amico

lavoro2C’è un famosissimo detto che dice: amici e guardati.

E questo modo di dire trova una sua applicazione non solo nel campo dell’amore e delle relazioni sociali, ma anche e soprattutto nel campo degli affari, dove non solo non esiste mai e poi mai amicizia, ma dove allacciare dei rapporti commerciali con un amico o un conoscente può persino portare a rischi ampiamente sottovalutati. Certo, esistono amici e amici: alcuni possono dare quella spinta in più per un’attività commerciale, con la giusta idea al posto giusto e nel momento giusto. Altri, invece, potrebbero abusare della nostra lealtà e fiducia e non comportarsi propriamente da professionisti.

Perché è una buona idea avviare un business con un buon amico?

Avviare un business con un buon amico, è una storia diversa dall’avviare un’attività con un semplice amico. Questo perché quel clima di fiducia corrisposta, di affetto e di conoscenza reciproca che dura da diversi anni, può far bruciare le tappe, può creare quella sintonia che altrimenti impiegherebbe anni per emergere. E questi sono tutti fattori positivi per un’attività che non paga i conti con l’amicizia, ma che ha lo scopo di essere portata il prima possibile a generare ricavi. Inoltre, un buon amico non è diffidente e, se coinvolto in un progetto con sincerità, non ruba né tiene per sé i segreti: una qualità purtroppo non facile da trovare, quando si cerca un socio in affari. Infine, accogliere un amico che vale significa dargli quella chance che la vita magari non gli ha ancora dato: è un ottimo sistema per fare del bene (non della beneficenza, attenzione), e per mettere anche un piccolo tappo alla disoccupazione giovanile.

Quando avviare un business con un amico non è una buona idea?

Essere amici da una vita, avere gli stessi gusti in fatto di donne e di sport, ed essere legati in modo indissolubile, non significa anche essere dei partner perfetti sul lavoro. Questo perché potreste avere visioni molto diverse, entrare in contrasto e rovinare decenni di legami in un solo colpo. Ma il rischio peggiore è quando si affidano le sorti della propria azienda ad un amico potenzialmente inaffidabile, incapace di pianificare le spese, magari con diversi fallimenti alle spalle che non vi ha mai confidato: in tal caso basta visitare qualche sito specializzato per richiedere una visura camerale sulla persona fisica, così da analizzare e controllare il passato del partner.

Amicizia e lavoro: quanto vanno d’accordo?

Gestire un doppio legame affettivo e lavorativo non è semplice, soprattutto quando si tratta di amicizia: è davvero difficile vedere le cose oggettivamente, intervenire quando l’amico sbaglia cercando di indorare la pillola, basarsi su una persona magari poco appassionata, ma senza mai criticarlo in modo costruttivo per non fargli un torto. E poi c’è l’aspetto economico: un socio è lì per investire anche i propri risparmi, non solo per scalpitare perché si aspetta che i risultati arrivino dall’oggi al domani, senza attendere il periodo di crescita dell’azienda.

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