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Regioni ed Enti Locali

Porto Empedocle, Italcementi. Acquisto (Uil): “basta con le speculazioni-ecco la verità delle cose”

gero acquistoGero Acquisto, Segretario Generale Territoriale della Uil di Agrigento, interviene sulla reale situazione della cementeria empedoclina per fare un’operazione verità alla luce di quanto è accaduto e dopo che qualcuno vuol fare speculazioni di basso profilo.

In merito alla vicenda Italcementi di Porto Empedocle la Uil di Agrigento interviene per ristabilire la verità sulla vicenda che sta portando a una piega sbagliata.
La crisi della cementeria va innanzi tutto contestualizzata ed ha un’origine che parte dal lontano 2009/2010 con la flessione del mercato del cemento che ha investito l’edilizia pubblica, con il crollo degli appalti pubblici e l’edilizia privata che ha segnato picchi negativi.
Il tutto è stato aggravato dall’incapacità della classe politica a tutti i livelli: nazionali, regionali, provinciali e degli enti locali. Ci lasciano infatti sgomenti le dichiarazioni tardive e dal sapore demagogico di campagna elettorale di parlamentari regionali del territorio o di alcuni illuminati sindacalisti 2.0 che alimentano il clima da campagna elettorale sbagliando modalità, tempistica e obiettivi.
Infatti se avessero voluto fare qualcosa e dare uno scossone, lo avrebbero potuto fare a tempo debito. Prova ne sia la bassissima utilizzazione dei fondi comunitari, il Fers già nella programmazione 2007/2013 e in quella in corso 2014/2020, risorse economiche mai adottate in pieno che hanno di fatto desertificato non solo la Sicilia, ma soprattutto il territorio provinciale, costringendo molte aziende a dichiarare il fallimento o a delocalizzare la propria attività per sfuggire alla crisi. In questo quadro si innesta e innesca non solo il cupio dissolvi di Italcementi ma anche quelle di altre realtà industriali ed economiche, impegnate nel settore edile e commerciale.
Per evitare che sulla vicenda Italcementi si continuino a fare speculazioni demagogiche e populiste dal sapore amaro, da presa in giro, la Uil di Agrigento non presta il fianco a soluzioni fantasiose e impraticabili a breve termine e per onore di verità. Ecco gli step della crisi: nel 2012 l’azienda Italcementi nel cuore della crisi aveva iniziato una serie di riduzioni a livello nazionale degli impianti produttivi a causa di una forte riduzione del mercato e della vendita del cemento comunicando prima la chiusura del sito produttivo dell’impianto empedoclino.
Successivamente grazie a una battaglia sindacale senza sconti, il mantenimento dell’impianto a regime ridotto è entrato nel cono d’ombra della crisi. Infine la trasformazione del sito in centro di macinazione che vista l’importanza strategica del sito e la vicinanza del Porto marinaro avrebbe potuto dare un risveglio dell’economia e il mantenimento della forza lavoro ha purtroppo portato ai licenziamenti. A oggi sono in costanza di lavoro solo 31 unità su 100, per onor del vero la stessa azienda ha attivato procedure di prepensionamento e ha seguito la strada del trasferimento del personale che purtroppo non ha potuto soddisfare tutte le maestranze. La situazione vede a oggi circa 20 lavoratori licenziati nel 2012 che vedono approssimarsi la fine degli ammortizzatori sociali, in alcuni casi sono già terminati. Inoltre dagli accordi sottoscritti tra azienda e organizzazioni sindacali nel 2012 sono state attivate le procedure per ricollocare il personale in altri siti del gruppo, che potrebbero concretizzarsi per alcune professionalità che sono a oggi fuori dalla filiera produttiva. La Uil tiene a sottolineare ,a differenza di posizioni illogiche e impraticabili,che il Sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina ha avuto la capacità di evitare soluzioni inapplicabili o deleterie come la chiusura immediata o la bonifica del sito, che porterebbe solo ad altra disoccupazione. Infatti apprezziamo la sua posizione nell’individuare soggetti economici interessati ad eventuali insediamenti nella parte di sedime non utilizzato da Italcementi e messo in sicurezza, attraverso una serie di misure incentivanti come Zfu o la Zes che deve mettere assieme i soggetti deputati: Regione Sicilia, Azienda e comune di Porto Empedocle. Naturalmente questa soluzione non può essere infinita e bisogna lavorare alacremente,onde evitare che la crisi della Italcementi, della laterizi Fauci, della Moncada, della Italkali uniche realtà industriali presenti nel nostro territorio spariscano per sempre. La Uil di Agrigento si pone in questi termini per un’azione propositiva a difesa del lavoro e del futuro dell’industria e dell’economia per ridare ossigeno e sviluppo alla nostra provincia”.