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Regioni ed Enti Locali

Porto Empedocle, ex dipendenti Italcementi: sindacati chiedono incontro con il Prefetto

cgil cisl uilSi è svolta oggi, presso la Camera del Lavoro “Filippo Gebbia” di Porto Empedocle, l’Assemblea degli ex Dipendenti Italcementi.

In una nota intervengono le sigle sindacali di CGIL, CISL e UIL delle segreterie provinciali di Agrigento che in una lettera inviata a Sua Eccellenza il Prefetto, e per conoscenza alla ITALCEMENTI, alla Confindustria, alla Sindaca di Porto Empedocle e alla Deputazione Nazionale e Regionale, scrivono:

“E’ stato davvero complicato stemperare la rabbia e la tensione di questi 25 lavoratori che vedono esaurire ogni ammortizzatore sociale ed ogni risorsa economica per far fronte agli impegni familiari e di sopravvivenza che non sono venuti meno e che adesso non sanno come affrontare.
Come ricorderete, Italcementi ha deciso di riorganizzare la sua presenza nel Paese decidendo, incredibilmente, di partire dalla parte più debole dello stesso, convertendo il sito produttivo dello stabilimento di Porto Empedocle in Centro di Macinazione”.

“Questo – continuano le tre sigle sindacali -ha determinato un “esubero” di 26 unità che sono fuori ormai dal 14 Dicembre 2014. Esiste un accordo sottoscritto da Italcementi con le nostre OO.SS. in data 29 Dicembre 2014 che impegna l’Azienda alla ricollocazione di 25 unità in altri Stabilimenti presenti in Italia oppure in eventuali Aziende che verranno a collocarsi nell’area non utilizzata dello Stabilimento di Porto Empedocle: ad oggi nessuno di questi impegni ha avuto una concreta attuazione! Il massimo del risultato è stata la proroga di tale impegno al 2018”.

“Con l’aggravante, che qui intendiamo denunciare con amarezza, sdegno e forza che l’Azienda ha alimentato qualche aspettativa per, poi, disilluderla lasciando i Lavoratori in questione nella disperazione. L’Azienda non può dichiarare la sopravvenuta “inidoneità” a lavorare in altri stabilimenti per dei Dipendenti che hanno una storia decennale nello stabilimento di Porto Empedocle.  Non ha nessuna scusante! Se esiste un problema di formazione si era pure impegnata a farla. L’altra aggravante è il “fattore tempo”.  Sono passati quasi 3 anni dal licenziamento e riteniamo utile che l’Azienda ci dica cosa c’è di concreto circa i ragionamenti fatti su un diverso utilizzo dell’Area di Porto Empedocle”.

“Italcementi non può sfuggire a questa esigenza di chiarezza: dica come intende muoversi, se esistono concrete trattative con possibili investitori. Nei mesi scorsi, anche a seguito del Consiglio Comunale Straordinario di Porto Empedocle, abbiamo proposto alla Sindaco la sottoscrizione di un “protocollo” che chiama in causa, oltre al Comune anche la Prefettura, l’Azienda, le Organizzazioni Datoriali e Sindacali. La Sindaco ha richiesto, in data 14.4.2017 alla S.V. un incontro finalizzato a questa sottoscrizione di impegni tra le parti ma, incredibilmente, a quasi 3 mesi, questo incontro non ha ancora avuto ancora luogo. Siamo riusciti oggi ad evitare che questo fortissimo disagio avesse delle manifestazioni nel corso della imminente visita del Capo dello Stato ad Agrigento (cui indirizzeremo una lettera) e lo abbiamo fatto impegnandoci a reiterare la richiesta di incontro con la S.V”.

“Per tutte queste ragioni – concludono CGIL, CISL e UIL – Vi invitiamo a voler convocare, il più presto possibile, la ITALCEMENTI, il Comune di PORTO EMPEDOCLE, CONFINDUSTRIA e le nostre ORGANIZZAZIONI per un aggiornamento della discussione e per la sottoscrizione del proposto protocollo”.