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“Premio Racalmare Leonardo Sciascia”: la XXVIII edizione a Simona Lo Iacono con “Il Morso”

il-morsoVa alla scrittrice Simona Lo Iacono il premio “Racalmare Leonardo Sciascia” giunto alla sua XXVIII edizione.

Con l’opera “Il Morso” edito da Neri Pozza, la scrittrice e magistrato siracusana è stata premiata dal sindaco di Grotte, Paolino Fantauzzo.

Al secondo posto dell’ambito premio Silvana La Spina con il libro “L’uomo che veniva da Messina” edito da Giunti; il libro ” Stelle Osee” di Orazio Labbate si aggiudica invece il terzo posto.

Il premio Racalmare, istituito negli anni ottanta, vede fra i premiati importanti nomi della letteratura, quali Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Manuel Vázquez Montalbán e tantissimi altri scrittori di fama internazionale.

“Il Morso” narra di una ragazza di sedici anni,  Lucia Salvo, gli occhi come «due mandorle dure» e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una «babba», ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del «fatto», ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza. Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la «babba» accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un’inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell’ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l’Europa in quel fatidico anno.

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