Ravanusa, stangata sulle tariffe degli impianti sportivi: aumenti che rischiano di allontanare i cittadini dallo sport
Dal campo di calcio al tennis, passando per il palazzetto dello sport: il nuovo tariffario comunale fa lievitare i costi per associazioni e singoli utenti. Ma una buona amministrazione dovrebbe favorire la pratica sportiva, non renderla più difficile.
Praticare sport a Ravanusa rischia di diventare più costoso. Il nuovo prospetto delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali approvato con delibera di Giunta Comunale n° 89 del 9 Ottobre 2026, introduce aumenti significativi rispetto al precedente tariffario, con situazioni di aumenti che sfiorano il 200%, e con ripercussioni che potrebbero interessare non soltanto le associazioni sportive, ma anche i gruppi spontanei di cittadini e quanti desiderano semplicemente ritagliarsi un’ora di attività fisica.
Una scelta che solleva interrogativi sull’idea di sport e di servizio pubblico che dovrebbe guidare l’azione amministrativa del Comune, guidato dal sindaco Salvatore Pitrola.
Perché gli impianti sportivi comunali non sono semplicemente strutture da concedere a pagamento: sono spazi di aggregazione, salute, inclusione sociale e crescita, soprattutto per i più giovani. E proprio per questo le tariffe dovrebbero essere stabilite con particolare attenzione alla possibilità concreta, per tutti, di accedervi.
Aumenti pesanti per chi vuole praticare sport
Il confronto tra le vecchie e le nuove tariffe, sulla base dei prospetti disponibili, evidenzia rincari che in alcuni casi risultano particolarmente consistenti.
Per l’utilizzo individuale del campo di calcio, il costo per 60 minuti senza illuminazione passa da 40 a 80 euro: un raddoppio. Con l’illuminazione, la tariffa sale da 60 a 110 euro, con un incremento di circa l’83%.
Anche il tennis registra aumenti rilevanti: l’utilizzo del campo senza illuminazione passa da 4 a 7 euro per un’ora, mentre quello con illuminazione sale da 8 a 12 euro. Per le docce, il costo passa da 4 a 5 euro.
Non meno significativo è il rincaro previsto per le associazioni che svolgono attività sociale o attività sportive rivolte ai minori. Per il campo di calcio, la tariffa senza illuminazione passa da 20 a 44 euro per 60 minuti, con un aumento del 120%. Con l’illuminazione, si passa da 30 a 88 euro: quasi il triplo.
Si tratta di cifre che meritano una riflessione, soprattutto quando a sostenerle sono realtà associative che organizzano attività per i giovani e che spesso devono fare i conti con risorse economiche limitate.
Il confronto tra vecchie e nuove tariffe
Ecco alcuni dei principali aumenti risultanti dai prospetti forniti:
| Impianto e tipologia | Vecchia tariffa | Nuova tariffa | Aumento |
| Campo di calcio, singoli, senza illuminazione | 40 € | 80 € | +100% |
| Campo di calcio, singoli, con illuminazione | 60 € | 110 € | +83,3% |
| Campo di calcio, associazioni, senza illuminazione | 20 € | 44 € | +120% |
| Campo di calcio, associazioni, con illuminazione | 30 € | 88 € | +193,3% |
| Campo da tennis, singoli, senza illuminazione | 4 € | 7 € | +75% |
| Campo da tennis, singoli, con illuminazione | 8 € | 12 € | +50% |
| Campo da tennis, associazioni, senza illuminazione | 2 € | 5 € | +150% |
| Campo da tennis, associazioni, con illuminazione | 4 € | 10 € | +150% |
Gli importi si riferiscono a un’ora di utilizzo, dove previsto. Le percentuali sono calcolate sulle tariffe riportate nei due prospetti forniti.
Il dato più significativo riguarda proprio le associazioni: il tariffario che dovrebbe agevolare le attività sociali e quelle destinate ai minori prevede, per alcuni utilizzi, aumenti superiori al 100%. Una circostanza che rischia di mettere in difficoltà chi promuove lo sport come occasione di crescita e partecipazione.
Lo sport dovrebbe essere incentivato, non scoraggiato
Una buona amministrazione dovrebbe interrogarsi su come rendere gli impianti comunali sempre più accessibili, incentivando la partecipazione e sostenendo le iniziative che nascono dal territorio.
Lo sport non è soltanto agonismo. È prevenzione, benessere psicofisico, educazione al rispetto delle regole, socializzazione e contrasto all’isolamento. Per molti ragazzi rappresenta un’alternativa positiva alla strada e un’opportunità per sviluppare capacità, relazioni e senso di appartenenza alla comunità.
Aumentare sensibilmente il costo di accesso agli impianti può produrre l’effetto opposto: ridurre le occasioni di pratica sportiva, rendere più difficile l’organizzazione delle attività associative e scoraggiare i cittadini che vorrebbero utilizzare le strutture pubbliche senza iscriversi necessariamente a una società sportiva.
Il problema riguarda anche i gruppi spontanei, le comitive di amici e i singoli cittadini che desiderano organizzare una partita di calcio o giocare a tennis. Per queste persone, il costo di un’ora di utilizzo può diventare un ostacolo concreto, soprattutto quando la spesa viene suddivisa tra pochi partecipanti o si ripete con frequenza.
Il rischio è che gli impianti, anziché diventare luoghi aperti e frequentati dalla comunità, finiscano per essere accessibili soprattutto a chi può permettersi di sostenere tariffe più elevate.
Il nodo delle associazioni e dei giovani
Particolarmente delicato è il capitolo delle agevolazioni riservate alle associazioni che svolgono attività sociale o sportiva per i minori.
Se l’obiettivo è sostenere lo sport giovanile, occorrerebbe garantire condizioni economiche che permettano alle associazioni di programmare le proprie attività, contenere le quote a carico delle famiglie e ampliare il numero dei ragazzi coinvolti.
Quando, invece, i costi di utilizzo degli impianti aumentano in misura così marcata, le associazioni potrebbero essere costrette a scegliere tra l’aumento delle quote d’iscrizione, la riduzione delle attività e la rinuncia a determinati spazi o orari.
In tutti questi casi, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere le famiglie e i ragazzi con minori disponibilità economiche, proprio coloro per i quali lo sport dovrebbe rappresentare un’opportunità di inclusione.
Le esigenze economiche del Comune non possono cancellare la funzione sociale degli impianti
È legittimo che un’amministrazione debba affrontare i costi di manutenzione, gestione, illuminazione, pulizia e funzionamento delle strutture. È altrettanto legittimo chiedere trasparenza sulle ragioni che hanno portato alla revisione delle tariffe.
Ma proprio per questo sarebbe opportuno che il Comune chiarisse quali costi giustifichino aumenti di tale entità, quali valutazioni siano state effettuate sull’impatto per le associazioni e quali misure siano state previste per tutelare le famiglie e i cittadini.
La sostenibilità economica degli impianti è importante, ma non dovrebbe essere l’unico criterio. Una struttura pubblica produce valore anche attraverso le persone che la frequentano, i giovani che vi praticano sport e le associazioni che contribuiscono alla vita sociale della città.
Per questo sarebbe auspicabile rivedere il tariffario, valutando agevolazioni più incisive per le attività rivolte ai minori, tariffe accessibili per l’utilizzo occasionale e individuale, abbonamenti a costi contenuti e criteri di riduzione legati alla durata e alla finalità sociale delle attività.
Una scelta da riconsiderare
Il nuovo tariffario pone una questione che va oltre i singoli importi: quale ruolo devono avere gli impianti sportivi nella vita di Ravanusa?
Se lo sport viene considerato un servizio importante per la collettività, la priorità dovrebbe essere quella di favorirne la diffusione, ampliare la partecipazione e impedire che le condizioni economiche diventino una barriera.
Le cifre riportate nei prospetti mostrano aumenti importanti, soprattutto per il calcio e per alcune attività associative. Spetta ora all’amministrazione comunale spiegare le ragioni di questa revisione e chiarire se siano state valutate le conseguenze per chi utilizza quotidianamente, o vorrebbe utilizzare, le strutture pubbliche.
La richiesta che arriva da questa analisi è semplice: lo sport deve restare un’opportunità per tutti, non un lusso per pochi. Un obiettivo che richiede tariffe equilibrate, attenzione alle fasce più deboli e un confronto concreto con le associazioni e i cittadini.
Perché amministrare non significa soltanto far quadrare i conti. Significa anche creare le condizioni affinché una comunità possa crescere, stare insieme e investire nel proprio futuro. E lo sport, soprattutto quando è accessibile, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per riuscirci.





