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Politica

Revisione dei decreti sicurezza, Perconti (M5s): “occasione per una riforma del sistema di accoglienza”

“La revisione dei decreti sicurezza, prevista dal programma di governo, deve rappresentare l’occasione per una riforma del sistema di accoglienza, orientata a garantire ordine e integrazione, attraverso un sistema capillare e diffuso sui territori”.
Così esordisce Filippo Perconti, portavoce del Movimento 5 Stelle, a margine del suo intervento alla Camera dei Deputati.

“L’emergenza sanitaria scaturita dal Covid-19 non ha permesso una gestione regolare dei flussi migratori, soprattutto nei territori di frontiera come la Sicilia, impegnati in prima linea nell’accoglienza, ma nonostante le difficoltà, aggravate dalle condizioni precarie in cui versa il sistema sanitario siciliano, il Governo ha dimostrato la sua presenza: è stato effettuato il tampone a tutti i migranti e sono state disposte cinque navi per garantire la quarantena”.

“Nel mio discorso ho illustrato le misure che compongono il nuovo Decreto, che prevedono innanzitutto l’introduzione di una nuova protezione umanitaria, la cui cancellazione nei decreti Salvini aveva reso irregolari migliaia di persone che si trovavano sul nostro territorio; i provvedimenti dell’ex ministro avevano sortito un effetto contrario: più irregolari, pochi rimpatri e un aumento dei ricorsi, che ha inevitabilmente generato dei costi per la giustizia italiana”.

“Viene inoltre introdotto un ampliamento delle ipotesi di divieto di espulsione e il nuovo permesso di soggiorno per protezione speciale, nuove regole anche per l’iscrizione anagrafica e la convertibilità dei permessi di soggiorni in motivi di lavoro – prosegue il deputato – sono state apportate modifiche alla riforma del sistema di accoglienza, la riduzione dei termini per il trattenimento nei centri per il rimpatrio e il “Daspo urbano”.

“L’Italia ha il dovere per la posizione strategica che occupa in Europa e nel Mediterraneo di proporre una nuova visione ed una nuova politica migratoria; è fondamentale voltare pagina in direzione di una gestione strutturale e non più emergenziale dei flussi migratori” – conclude Perconti.

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