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Cultura

Sold out la presentazione del libro di Alberto Saibene “Il Paese più bello del mondo”

Sold out la presentazione del libro di Alberto Saibene “Il Paese più bello del mondo. Il FAI e la sfida per un’Italia migliore” (UTET, 2019), in programma ad Aragona (AG), domenica 19 luglio, alle 19, nella splendida cornice di Casa Genuardi, Bio Resort Fontes Episcopi.
Cresce, dunque, l’attesa per la “serata – evento”, organizzata dalla Direzione regionale Fai Sicilia in collaborazione con la delegazione Fai ed il Fai giovani di Agrigento, che, per le misure legate all’emergenza sanitaria, avrà posti riservati esclusivamente a chi ha effettuato nei giorni scorsi la prenotazione; una decisione della Direzione regionale per garantire il, cosiddetto, “distanziamento sociale”.
La manifestazione sarà introdotta dai saluti del Presidente FAI Sicilia, Giuseppe Taibi, che afferma: “ Nel 2020 ricorrono i 2600 anni dalla nascita di Agrigento, i 45 anni dalla nascita del FAI e i 20 anni dalla nascita della delegazione di Agrigento.
Per celebrare il tutto, in modo sobrio, presentiamo il libro di Alberto Saibene, Storico della Cultura. Un libro dedicato al “Paese più bello del mondo”, che racconta anche la storia del FAI, la nostra storia. Il sottotitolo è infatti : “Il FAI e la sfida per un’Italia migliore”, conclude Taibi.
La serata vedrà ,anche, l’intervento del direttore del Giardino della Kolymbethra (Bene Fai dal 1999), Giuseppe Lo Pilato.
A dialogare con l’autore sarà Luigi Mula, giornalista e delegato comunicazione FAI Agrigento, letture a cura del FAI giovani con il commento musicale di Ruben Russo e Francesco Infurna.
Nel libro, frutto di esplorazione di archivi e raccolta di testimonianze, Alberto Saibene racconta per la prima volta la storia della più grande impresa culturale privata in Italia: una storia di passione e responsabilità, di resistenza quotidiana e di bellezza.
Sede del maggior numero di siti dell’Unesco, l’Italia è considerata dai tempi del Grand Tour “il Paese più bello del mondo”. Le civiltà che si sono succedute, dai Latini fino ai giorni nostri, le declinazioni regionali di arte, lingua e cucina, hanno reso il nostro un Paese unico per stratificazione di civiltà, testimonianze storico-artistiche, varietà di paesaggi.
Un ecosistema che era giunto più o meno intatto alla Seconda guerra mondiale si ritrovò, in un breve volgere di anni, seriamente minacciato. Più che i disastri della guerra, fu la rapidissima ricostruzione senza regole a rovinare il volto del nostro Paese. Qualcuno cominciò a reagire: grazie all’associazione Italia Nostra, nata a Roma nel 1955, si conobbero Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni i quali, con la collaborazione di Antonio Cederna, organizzarono la mostra itinerante Italia da salvare (1967) che per la prima volta sensibilizzò l’opinione pubblica su questi temi. Erano e restarono una minoranza ma, dopo un primo tentativo abortito, la Crespi e Bazzoni fondarono nel 1975, insieme ad Alberto Predieri e Franco Russoli, il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano.
La grande novità del FAI, una fondazione privata, rispetto a quanto c’era stato prima, era acquisire e gestire proprietà e beni per poi aprirli al pubblico. Dopo l’acquisto del Monastero di Torba (1977), un complesso monumentale longobardo, i primi anni della storia del fai furono piuttosto stentati. Arrivarono proprietà di enorme valore culturale e artistico come San Fruttuoso, il Castello della Manta, la Villa del Balbianello, il Castello di Masino, ma gli iscritti crescevano con grande lentezza, come enormi, anche perché affrontati per la prima volta, erano i problemi di gestione, organizzazione e sensibilizzazione a questi temi. Fondamentali per aumentare la popolarità furono dapprima le Giornate FAI di Primavera, in cui per un fine settimana restavano aperti luoghi speciali solitamente chiusi, e, più tardi, il censimento I Luoghi del Cuore.
Oggi a distanza di anni il FAI conta oltre 214 mila iscritti, più di sessanta beni salvati e una crescita che prosegue costante con obiettivi sempre più ambiziosi, oltre a testimoniare una nuova forma di amore per il nostro Paese.
Alberto Saibene lavora tra editoria, cinema e organizzazione culturale. Per Edizioni di Comunità ha pubblicato L’Italia di Adriano Olivetti (2017) e ha curato le antologie di scritti di Adriano Olivetti Il mondo che nasce (2013) e Città dell’uomo (2016).

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