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Regioni ed Enti Locali

Uil pensionati di Agrigento, oggi incontro sindacale

Si è svolto oggi ad Agrigento, presso la sede di via Mattarella, alla presenza del gruppo dirigente sindacale della Uilp provinciale, un incontro che ha visto la presenza del Segretario Provinciale Stu Agrigento1 – Giovanni Miceli – che ha tracciato in una breve relazione le novità della legge 4/2019 che ha introdotto la cosiddetta quota 100 e il reddito e la pensione di cittadinanza.

I primi dati danno dei risultati leggermente migliorati con quota 100 che, associate all’Ape social e a opzione donna, hanno aperto una breccia sulla flessibilità in uscita, dopo la rigidità della riforma Fornero.
Per quanto riguarda Reddito e Pensione di Cittadinanza si stanno riscontrando sin dalle prime battute una serie di criticità che non fanno ben sperare, soprattutto perché il governo nazionale è stato poco sensibile a confrontarsi con le parti sociali e adesso si trova in grave ambasce, con numeri e previsioni molto lontane dai primi dati reali.
Il dirigente sindacale Giovanni D’Angelo ha rimarcato che dal primo aprile è entrato il taglio alle rivalutazioni delle pensioni e il sostanzioso conguaglio che vedranno purtroppo nei loro cedolini i pensionati con trattamenti pensionistici medio-bassi.
Con l’aggravante che proprio i pensionati sul fronte imposte dirette e indirette non hanno alcuna agevolazione e sono costretti, spesso per motivi di salute, a ulteriori spese che intaccano la loro condizione economica.
Ha concluso i lavori Gero Acquisto, Segretario della camera sindacale territoriale della Uil di Agrigento, sottolineando anche la sperequazione economica e sociale che subisce questa categoria di persone soprattutto in provincia di Agrigento, dove le pensioni medie sono nettamente al di sotto dei 780 euro che teorizza il governo, anche per una crisi che negli ultimi anni ha incancrenito la situazione e per una discontinuità contributiva che si è riscontrata in tanti pensionati. Per tutto ciò le organizzazioni sindacali torneranno in piazza per la mobilitazione del 1° giugno per correggere finora delle riforme che vanno riviste negli aspetti pratici e nelle prospettive economiche che per questa platea di italiani al sud non hanno visto ancora alcuna miglioria.

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