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Agrigento, stasera in Consiglio la “Relazione annuale”: cosa è cambiato in città?

agosto 29th, 2016 | by Redazione Scrivo Libero
Agrigento, stasera in Consiglio la “Relazione annuale”: cosa è cambiato in città?
Editoriali
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ingresso comuneC’è grande attesa stasera per la seduta del Consiglio Comunale di Agrigento convocata dal presidente, Daniela Catalano. Al primo punto dell’Ordine del Giorno la “Relazione annuale del Sindaco”. 

Si tratta di un punto atteso per gli inquilini di “opposizione” di “Aula Sollano” che da settimane chiedono a gran voce il confronto per discutere l’anno appena trascorso di amministrazione comunale guidata dal sindaco Lillo Firetto.

Si tratta di un resoconto, il primo, che arriva dopo le elezioni amministrative dello scorso anno, quando in un clima politico instabile e teso, è arrivata la proclamazione a sindaco di Lillo Firetto.

Un’elezione per certi versi attesa e sperata da qualcuno; per altri invece preludio di una “catastrofe” (?). Lui, il sindaco, è comunque riuscito ad andare avanti fra mille problemi e difficoltà: emergenze rifiuti, mancati trasferimenti regionali, per non parlare dei mille problemi ereditati da anni e anni di mala amministrazione.

Una situazione difficile quella di Agrigento; lo si sapeva, eppure si è riusciti a portare la città in un’ottica diversa. Oggi Agrigento è senza ombra di dubbio una città dai mille problemi, ma sicuramente sta vivendo una stagione nuova. Lo dimostra sopratutto quella consapevolezza che prima mancava negli occhi degli agrigentini. Con questo non si vuole dire che tutto si è risolto e che Agrigento sia una sorta di “paese dei balocchi”, ma forse è cambiata la prospettiva: non più una città da bistrattare e odiare, ma un luogo da amare e curare. 

Non sono un caso i numerosi turisti che affollano la Valle dei Templi e l’hinterland agrigentino. Le iniziative che hanno nei fatti cercato di riabilitare il “marchio” Agrigento ha pian piano fatto prendere la consapevolezza che qualcosa può e deve cambiare. La “rinnovata” Sagra del Mandorlo in Fiore ha ad esempio fatto vedere che è possibile coniugare una festa oramai lontana dalla semplice accezione “sagra”, ma che diventa momento di vera attrattiva per numerosi turisti che, in questa edizione 2016, hanno altresì avuto modo di ammirare mostre ed eventi di notevole spessore culturale. Per non parlare poi dell’oramai collaudato “Presepe di Montaperto” che nell’ultima edizione ha fatto registrare presenze da record; merito sopratutto di una pianificazione che “premia” il lavoro di coloro che hanno creduto in quello che oggi rappresenta una delle attrattive in Sicilia più rappresentative del periodo natalizio. E poi quel tanto amato “protagonismo civico”, la vera chiave di volta di un rinnovato senso di appartenenza e amore degli agrigentini verso la città. Merito di quei privati che “credono” ancora che attraverso una collaborazione con le Istituzioni e gli Enti pubblici si possa migliorare e far decollare Agrigento. 

Una visione che però scontra con quanti in questi mesi hanno fortemente criticato l’operato dell’amministrazione comunale. Il bello della “democrazia” è il sano e costruttivo confronto. Quel confronto che a volte va al di là della politica intesa nell’accezione più nobile del temine e che relega Agrigento ad una condizione di stallo.

Per carità, ancora molto lavoro e tanto impegno aspetta la classe politica per far sì che la città dei Templi possa realmente rappresentare qualcosa di “normale”. Ci vuole solo un pizzico di ottimismo. Basta crederci!

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