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Agrigento, celebrata la ricorrenza dell’85° anniversario dell’uccisione del Capitano dei Carabinieri Antonio Bonsignore

Ieri, 24 aprile 2021 è stata celebrata la ricorrenza dell’85° anniversario dell’uccisione del Capitano dei Carabinieri Antonio Bonsignore, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, caduto durante le operazioni belliche nella campagna d’Africa del 1936.
Per la circostanza, in ossequio alle restrizioni normative vigenti per l’emergenza pandemica in atto, alle ore 11.00 – presso la caserma sede del Comando Provinciale di Agrigento, ove è collocata una targa marmorea in memoria dell’Ufficiale – si è tenuta una sobria ma toccante cerimonia commemorativa, alla quale ha partecipato la Sig.ra Roberta Strino, pronipote del Decorato, il Prefetto di Agrigento, dott.ssa Maria Rita Cocciufa e il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Vittorio Stingo.
L’evento, suggellato dalle note del “silenzio” scandite dal trombettiere del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia, che hanno conferito solennità al momento di raccoglimento, è stato impreziosito dalla deposizione di una corona di alloro ad opera di due carabinieri in Grande Uniforme Speciale e da una preghiera in suffragio del Caduto recitata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Sicilia, Don Salvatore Falzone.
Per la tragica scomparsa del Capitano Antonio Bonsignore, venne tributata alla Vittima del dovere la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:
“Per due volte, con la pistola in pugno, al grido di “Savoia”, si slanciava, primo fra tutti, all’assalto di fortissimi trinceramenti, infliggendo notevoli perdite al nemico e costringendolo a ripiegare. Ferito gravemente ad un fianco, raccoglieva tutte le sue forze per sostenersi, trascinarsi e non cadere e, rifiutando ogni soccorso, continuava a gridare e ad incitare i suoi Carabinieri finché, colpito in fronte, rimaneva fulminato mentre la sua centuria invadeva le posizioni nemiche. Primo nell’assalto e primo nella morte, esponendosi volontariamente all’estremo sacrificio, dette col suo mirabile esempio, eroico impulso a tutti i Carabinieri della banda, determinando in essi una gara di eroismi individuali. Raro e mirabile esempio di alte virtù militari”.
Gunu Gadu, Terra d’Africa, 24 aprile 1936.

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