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Appalto “orti urbani” al Comune di Favara: reati prescritti per tredici, c’è anche una assoluzione

Sentenza di “non doversi procedere” per avvenuta prescrizione dei reati e una sentenza di assoluzione. E’ quanto stabilito dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta su un presunto appalto milionario al Comune di Favara.

Il “non doversi procedere” è stata la formula emessa nei confronti di tredici soggetti fra dipendenti di aziende, pubblici ufficiali del Comune di Favara, professionisti e imprenditori. L’inchiesta risale al febbraio del 2013 e vi era una presunta turbativa d’asta per dei lavori di consolidamento e riqualificazione degli orti urbani. Secondo l’accusa le ditte che parteciparono al bando presentarono lo stesso ribasso per costringere l’Urega al sorteggio; inoltre – sempre secondo l’accusa – alcuni lavori sarebbero stati eseguiti da una ditta che risultava fra quelle escluse.

E’ stato lo stesso pubblico ministero, al termine della sua requisitoria, a chiedere sentenza di non doversi procedere per l’avvenuta prescrizione dei reati.

Uno degli imputati, accusato di avere emesso false fatture, stato invece assolto “per non avere commesso il fatto”.

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